Cantieri culturali (ri)aperti


Teatro Comunale LAquila

Eppur si muove! Eureka i cantieri del patrimonio culturale danneggiato dal si­sma, fermi per problemi di burocrazia tutta interna al Ministero di competenza, stanno ripartendo a credere almeno alle dichiarazioni e alle visite sui cantieri che in questo giorni si susseguono a L’Aquila.

L’ultima buona notizia è del riavvio del cantiere del Teatro Comunale (nella foto del 2013) la cui partenza era stata già annunciata a giugno 2014. Adesso pare sia la volta buona tanto che entro la fine del 2017 dovrebbero andare a posto diversi tasselli del mosaico della ricostruzione del centro storico de L’Aqui­la.

Per quella data, infatti, a detta del sindaco Massimo Cialente, è prevista la riconsegna di quasi tutti gli edifici privati del cosiddetto asse centrale e di quelli che, al­meno da un punto di vista simbolico e identitario, possono essere considerati alcuni dei monumenti più importanti della città.

Parliamo della scuola elementare De Ami­cis, della basilica di S. Maria di Collemaggio e del Teatro Comunale. Dopo l’annuncio dell’inizio dei lavori a Colle­maggio, risalente a qualche giorno fa, a tre anni dalla sottoscrizione del protocollo d’intesa tra il Comune e l’allora Direzione regionale dei beni culturali potranno finalmente partire anche i lavori di restauro del Teatro.

L’intervento sarà svolto dal­la ditta arrivata seconda, la Conscoop di For­lì (impegnata anche nel re­cupero, consolidamento e restauro della chiesa di S. Pietro Apostolo di Onna e di palazzo Camponeschi). I lavori costeranno poco più di 7 milioni di euro e dureranno circa due anni.

“Il progetto” ha spiegato l’architetto del segretariato regionale, la ex direzione Bcp Abruzzo, Marcello Mar­chetti, che si occuperà della direzione dei lavori “si basa su tre assi fondamentali di intervento: la restituzione del teatro al suo antico splendore ma con una faccia più ariosa e chiara, come ri­sulta dalla documentazione storica in nostro possesso; la realizzazione di una cavea mobile, che darà una maggiore flessibilità sia alla portata della sala che al­lo spazio dedicato alla scena e infine la costruzione di una sala ipogea che sarà adibita a tutta una serie di attività collaterali”.

Altri elementi ar­chitettonici su cui si andrà a intervenire sono la Sala Ros­sa, la scalinata d’in­gres­so e la facciata.