Officina L’Aquila, incontri internazionali sulla ricostruzione


Officina L'Aquila

Officina L’Aquila: al via la rendicontazione sulla ricostruzione, una macchina organizzativa ormai “rodata” e una governance che è già un modello nazionale. E poi, ancora, metodi e tecniche di restauro innovative che fanno dell’Aquila uno dei migliori laboratori del restauro al mondo. Al via la seconda fase della ricostruzione dell’Aquila e del cratere sismico (per un totale di 56 Comuni più L’Aquila).

Officina L’Aquila, Incontri internazionali, un tavolo di lavoro coordinato da Roberto Di Vincenzo, presidente Carsa e promosso e organizzata da Ance Abruzzo, insieme ad Ance L’Aquila, Ance Chieti, Ance Pescara, Ance Teramo. Il meeting raccoglie il testimone del Salone della ricostruzione (ultima delle sei edizioni della fiera dell’edilizia nel 2015) e rilancia l’idea di lavorare tutti insieme per lo stesso obiettivo: “usare” il cantiere a cielo aperto che è la città dell’Aquila (ma anche il resto del cratere) come luogo permanente di confronto, attraverso tre giorni di dibattiti e approfondimenti che fino al 26 maggio metterà il grande laboratorio L’Aquila a disposizione di esperti, giornalisti, studenti e studiosi. Saranno più di 60 gli ospiti che si alterneranno sul palco dell’auditorium di Renzo Piano per una discussione circolare sulla ricostruzione.

Negli interventi sono emersi gli aspetti positivi del post-sisma e anche le criticità che si dovranno affrontare di qui ai prossimi anni. La presenza di Paola De Micheli, sottosegretario all’Economia con delega alla ricostruzione, testimonia l’attenzione del governo verso la manifestazione. «Io credo che si stia realizzando una filiera di eccellenza nel campo dell’edilizia che viene testata sul campo – ha detto la De Micheli -. Questo è un laboratorio importante per tutta l’Italia e per l’Europa in termini di qualità e sostenibilità soprattutto per quanto riguarda edilizia e restauro. Importante che si parli di rendicontazione sociale, perchè nel più grande cantiere d’Europa in cui si deve ricostruire anche un tessuto sociale e culturale, occorre un’attenzione in più afinché diventi esempio per altri territori feriti dal terremoto”.

L’Aquila è il quinto centro storico d’Italia per ricchezza e intensità degli elementi vincolati. Ecco che la ricostruzione in gran parte riguarda edifici, palazzi, aggregati che hanno bisogno dell’intervento delle realtà competenti dei beni culturali. Berardino Di Vincenzo, del segretariato regionale del Mibact, ha ricordato quanta “acqua” sia passata nel recupero del patrimonio vincolato dall’immediato post-sisma a oggi. «Dopo un primo finanziamento all’indomani del sisma, ne arrivò un altro con la delibera Cipe 135, che nella prima annualità stanziò 70 milioni, con cui sono stati realizzati 60 progetti, diventati poi complessivamente 110, la metà dei quali completati e altri in via di completamento. Nel novembre 2015 un altro finanziamento con la Cipe 77 che ha stanziato 60 milioni per altri 60 progetti, entro la fine dell’anno arriveremo alle prime gare di appalto relative a questi fondi con inizio immediato dei lavori. Il 1° maggio 2016, infine, un altro stanziamento che ha messo 30 milioni di euro per L’Aquila, essenzialmente per il recupero della chiesa di San Massimo, il Duomo, la chiesa di Santa Maria Paganica e il completamento delle mura cittadine. Poi – ha concluso Di Vincenzo – ci sono i finanziamenti ottenuti da donazioni nazionali e internazionali, come quella del governo tedesco che ci ha permesso di portare a compimento il restauro della chiesa di San Pietro Apostolo a Onna. Il governo russo, infine, ci sta permettendo il recupero della chiesa di San Gregorio e di palazzo Ardinghelli».

Alessandra Vittorini, soprintendente unica per L’Aquila e i Comuni del cratere ha ricordato come nel 2012, con la Cipe 135, arrivarono 300 milioni di cui 250 già impegnati per progetti della Sorpintendenza su beni culturali privati:  “Oltre agli edifici, L’Aquila deve recuperare anche il suo ruolo di città universitaria messo a rischio dal sisma”.

La rettrice Paola Inverardi ha ribadito che in questa fase post-terremoto «si deve più che altro decidere che cosa fare e come per tornare ad abitare, a riutilizzare, a rifunzionalizzare i nostri spazi cittadini. per un genitore – ha aggiunto – è importante la qualità di un ateneo e le opportunità che può offrire al figlio, e non se la città ha o meno un centro storico. L’università dell’Aquila conta in questo anno accademico 19mila studenti, che rispetto al numero di docenti e del panorama nazionale ci pone al di sopra di università con le nostre stesse caratteristiche, ad esempio Udine. Ora si deve capire come attrarre ricercatori e studenti, ma serve un’azione comune di tutti».

«Il salone della ricostruzione è un evento che sin dal 2010 fa parlare di noi e della ricostruzione a L’Aquila e nel cratere, facendo emergere luci e ombre. Officina L’Aquila, quest’anno ha fatto registrare un numero considerevole di presenze italiane e straniere, che possono toccare con mano la svolta di questi ultimi anni e l’avanzamento dello stato dei lavori». Lo ha dichiarato la senatrice, Stefania Pezzopane, nel suo intervento di apertura ai lavori di Officina L’Aquila, alla presenza della sottosegretaria Paola De Micheli. “Esattamente un anno fa, proprio in questa circostanza, ho consegnato alla sottosegretaria De Micheli il mio disegno di legge sulla ricostruzione. Oggi devo sottolineare con assoluta positività che gran parte delle norme contenute nel mio Ddl, come le norme anti corruzione, quella per le seconde case, le proroghe per i precari sono state inserite in vari provvedimenti legislativi, come il decreto Enti locali, il Milleproroghe, la legge di Stabilità, diventando di fatto leggi dello Stato, attualmente vigenti».

Quello di oggi è stato un “ritorno a casa” per Aldo Mancurti, ex capo dipartimento del Diset, oggi presidente del Fondo etico istituito dall’Ance Abruzzo, che ha ideato e visto crescere insieme all’allora ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca l’attuale macchina organizzativa della ricostruzione. “Un piacere verificare oggi che a macchina progettata funziona bene, all’epoca eravamo in pochi a crederci. Ora si deve pensare alla ricostruzione sociale”.

Raniero Fabrizi, dirigente dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila ha sottolineato l’importanza di lavorare in sinergia anche con gli altri uffici e di come i prossimi mesi saranno quelli in cui emergeranno i risultati: «Il 2017 sarà un anno importante per la ricostruzione dell’Aquila perché saranno concluse le pratiche del centro storico. L’intenzione è quella di far partire tutti i cantieri del centro storico dell’Aquila e quelli dei centri storici delle frazioni che il Comune ha individuato come prioritari, entro il prossimo anno. Credo che il 2020 possa essere considerata la data buona per completare tutti i lavori».

Paolo Esposito, dirigente dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere, puntualizza lo sforzo organizzativo della macchina amministrativa: «Per quanto riguarda la ricostruzione privata, tra cratere e fuori cratere sono stati impegnati oltre 1.4 miliardi rispetto a un impegno finanziario previsto totale di oltre 4.5 miliardi. Siamo arrivati circa al 30% del cammino, con la parte residua che dovrebbe essere impegnata in un arco che va tra gli 8 e i 9 anni. Contiamo di chiudere entro il 2016 tutti i cosiddetti ‘piani di ricostruzione’. L’edilizia scolastica occupa una parte molto importante e anche simbolica della ricostruzione».

L’unione dei Comuni come risposta collettiva a tanti piccoli problemi. Francesco Di Paolo, sindaco di Barisciano e coordinatore delle aree omogenee del cratere sismico sottolinea che «il nuovo codice degli appalti impedisce ai Comuni con meno di 1.500 abitanti di fare appalti autonomamente. Occorre dunque procedere con l’unione dei Comuni soprattutto in questa fase”.

L’Ance è in prima fila per accompagnare i processi di crescita di tutto il comparto delle costruzioni. Gianni Frattale, presidente di Ance L’Aquila, sottolinea il ruolo che sta svolgendo l’Ance provinciale nel processo di ricostruzione: «Le imprese di Ance L’Aquila coinvolte nella ricostruzione sono circa 300 per un totale di 10mila dipendenti più l’indotto. Non lavorano soltanto le nostre imprese, ma anche moltissime dal resto d’Italia: provengono da 130 province italiane e assorbono il 50% delle risorse della ricostruzione. Adesso c’è da capire come verranno superate le incognite relative al Codice degli appalti. L’entrata in vigore di questa nuova legge determinerà ancora una volta un momento transitorio con conseguenti rallentamenti nella ricostruzione».

 

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *