“La Bambina dei fiammiferi” a Pescasseroli


la bambina dei fiammiferi

Tratto dalla celebre fiaba “La piccola fiammiferaia” di Hans Christian Andersen| con Santo Cicco, Antonella Di Camillo, Martina Di Genova, Mario Fracassi, Roberto Mascioletti, Laura Tiberi, Eleonora Cipolloni| econ la partecipazione delle giovani allieve del laboratorio Teatrale
ùmusiche e canzoni di Paolo Capodacqua | eseguite dal vivo da Germana Rossi
ideazione e regia Mario Fracassi

“ “Era la vigilia dell’ultimo dell’anno. Il sole era già tramontato. Nevicava e faceva molto freddo. La piccola fiammiferaia vagava per la città, cercando invano di vendere fiammiferi. La gente passava incurante della bimba. La piccina si accovacciò sulla neve per ripararsi dal freddo, per scaldarsi accende un fiammifero e…”

Uno spettacolo di narrazione e suggestioni sensoriali con canzoni, suoni, odori, sapori, pensato per tutte e tutti a partire dai 5 anni, e fruibile alla pari dalle persone cieche: infatti tutto il pubblico parteciperà ad occhi bendati. Un’esperienza di teatro sensoriale della compagnia Fantacadabra, e allestita ed eseguita nel presso la sala conferenze della Biblioteca Comunale di Pescasseroli  con ben 4 repliche.
La storia passa attraverso poche parole, alcuni episodi chiave che rimandano alla favola della bambina sfortunata, che verranno narrati attraverso un rincorrersi di voci e di canzoni di Paolo Capodacqua eseguite dal vivo da tutto il cast, ma anche attraverso la stimolazione di tutti i sensi, il tatto, l’udito, il gusto, l’olfatto, tranne la vista. È uno spettacolo che si odora, si gusta e si tocca: i sensi diventano una chiave magica che riesce ad aprire le porte dell’immaginazione e fa affiorare nuove interpretazioni, nuove visioni, evoca ricordi ed esperienze. Tutti i partecipanti si trovano immersi in una dimensione spazio-temporale indefinita, una splendida favola natalizia e non solo, un viaggio emozionale e sensoriale nei sentimenti dei bambini, con i loro sogni, le loro speranze, la loro fervida fantasia, ma anche, se ci lasciamo andare, del bambino che è ancora in noi.

La nostra compagnia, proseguendo nel proporre nuovi modi di guardare, di percepire la materia della ricerca teatrale e di dialogare con essa, abbiamo cercato di liberare il nostro istinto creativo per focalizzare lo sguardo non più solo sull’apparenza figurativa dell’attore, ma soprattutto sui ritmi, gli andamenti, le scivolate, “gli arricciamenti” delle partiture fisiche e sonore dello spettacolo per cercare le sollecitazioni a un sempre più attento ascolto delle risonanze e delle modificazioni che racconto, movimento, forma e materia producono nello spettatore realizzando lo spettacolo “La Bambina dei fiammiferi” da H. C. Andersen.

“Era la vigilia dell’ultimo dell’anno. Il sole era già tramontato. Nevicava e faceva molto freddo. La piccola fiammiferaia vagava per la città, cercando invano di vendere fiammiferi. La gente passava incurante della bimba. La piccina si accovacciò sulla neve per ripararsi dal freddo, per scaldarsi accende un fiammifero e…” Usando la sua energia per qualcosa che può sembrare effimero, la bambina crea una sua vita fantastica, una vita più piacevole di qualsiasi altra cosa su cui possa posare lo sguardo. Ogni fantasia portata dai fiammiferi accesi, però, si estingue, e di nuovo la bimba è nel gelo. Ogni fiammifero acceso crea l’incanto di una scena familiare, l’illusione di un calore, di un’intimità e di tanta bellezza. I bambini, per indole e temperamento, sono inclini ad abbandonarsi alle suggestioni delle loro fantasticherie e dei loro giochi per la realizzazione dei loro desideri. E i fiammiferi della bambina sono come i nostri sogni, costituiti di materia immaginifica che continua ad incidere sul mondo con la sua intensità utopica. Ma, uno dietro l’altro, i fiammiferi si spengono e l’ultima apparizione che si avvera è quella della nonna, l’unica persona che le avesse mai voluto bene, che prende in braccio la bimba per portarla con sé, lì dove l’amore e la bellezza non hanno mai fine.

Usando la sua energia per qualcosa che può sembrare effimero, la bambina crea una sua vita fantastica, una vita più piacevole di qualsiasi altra cosa su cui possa posare lo sguardo. Ogni fantasia portata dai fiammiferi accesi, però, si estingue, e di nuovo la bimba è nel gelo. Ogni fiammifero acceso crea l’incanto di una scena familiare, l’illusione di un calore, di un’intimità e di tanta bellezza. I bambini, per indole e temperamento, sono inclini ad abbandonarsi alle suggestioni delle loro fantasticherie e dei loro giochi per la realizzazione dei loro desideri. E i fiammiferi della bambina sono come i nostri sogni, costituiti di materia immaginifica che continua ad incidere sul mondo con la sua intensità utopica. Ma, uno dietro l’altro, i fiammiferi si spengono e l’ultima apparizione che si avvera è quella della nonna, l’unica persona che le avesse mai voluto bene, che prende in braccio la bimba per portarla con sé, lì dove l’amore e la bellezza non hanno mai fine.

Venerdì 26 Dicembre Presso la Biblioteca Comunale di Pescasseroli alle Ore 17, 18, 19 e 20