Per latte e latticini realizzati in Italia è entrato in vigore il decreto che introduce l’obbligo d’indicare la provenienza della materia prima.
Il decreto “Indicazione dell’origine in etichetta della materia prima per latte e prodotti lattiero-caseari” è in attuazione del regolamento UE firmato dai ministri delle politiche agricole Maurizio Martina e dello sviluppo economico Carlo Calenda, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 15 dello scorso 19 gennaio.
Il decreto, riguardante il latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale, prevede che latte e derivati dovranno avere indicata sull’etichetta in maniera chiara, visibile e facilmente leggibile, l’origine della materia prima. Esclusi il latte fresco già tracciato e i prodotti Dop e Igp che hanno già disciplinari relativi anche all’origine.
Come si legge su studiocataldi.it, ciò dovrebbe permettere al consumatore di scegliere la provenienza di latte, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini senza rischio di inganni, inaugurando così un rapporto più trasparente tra allevatori, produttori e consumatori.
Le diciture utilizzate saranno: “Paese di mungitura: …… (nome del Paese nel quale è stato munto il latte)” e “Paese di condizionamento o trasformazione: ….. (nome del Paese in cui il prodotto è stato condizionato o trasformato il latte)“.
Se il prodotto è stato munto, confezionato e trasformato nello stesso Paese, l’indicazione di origine può essere assolta con l’utilizzo di una sola dicitura: ad esempio “Origine del latte: Italia”.
Il prossimo prodotto per cui sarà previsto l’obbligo di origine sull’etichetta sarà il riso.




