La notizia della volontà dell’amministrazione comunale di Sulmona, guidata dal sindaco Luca Tirabassi, di trasformare il canile municipale in una pensione privata per animali di proprietà è sconcertante e rappresenta un tradimento delle finalità pubbliche di tutela animale e sanità collettiva.
È una scelta irresponsabile e contraria all’interesse pubblico, che cancella anni di impegno per la creazione di un vero canile comunale destinato alla gestione del randagismo, alla promozione delle adozioni, al soccorso sanitario e alla custodia degli animali abbandonati.
“Un canile municipale non è una pensione privata: è un presidio di civiltà, legalità e sanità pubblica” – denuncia la L.I.D.A.
La proposta, sostenuta dal capogruppo di Fratelli d’Italia Ernesto Zuffada, solleva gravi dubbi di opportunità e conflitto d’interessi.
Zuffada, infatti, ricopre l’incarico all’interno della A.S.L. di dirigente del servizio di sanità animale nonostante la sentenza del TAR abbia annullato la graduatoria del concorso grazie alla quale sarebbe stato favorito nell’assegnazione del ruolo di responsabilità. Oggi lo stesso dirigente ASL si rende promotore di un’operazione che finirebbe per avvantaggiare la speculazione dei privati e svuotare di senso la funzione pubblica del canile municipale.
È inaccettabile che una struttura comunale appena ristrutturata e finanziata con oltre 150.000 euro di fondi pubblici venga destinata a un uso commerciale a beneficio dei privati, mentre il servizio di accoglienza dei cani randagi resta appaltato a ditte esterne, come l’attuale affidamento al canile di Collelongo da 45.000 euro.
Una gestione dispendiosa, inefficace e lontana dal territorio, che lascia il Comune privo di un presidio di riferimento e i cittadini senza un servizio pubblico essenziale.
Inoltre, si ricorda che è dovere dei Comuni, ai sensi della L.R. n. 47, risanare e mettere in regola i canili esistenti, non distruggerli né lasciarli all’abbandono.
Il Comune di Sulmona, invece, per anni ha tollerato un canile mai regolarizzato vista la mancata registrazione nell’albo regionale come previsto dalla legge e ha abbandonato il rifugio nel degrado senza mai procedere con gli adeguamenti e le sanatorie necessarie, arrivando oggi al paradosso di voler cancellare del tutto la funzione pubblica della struttura.
Con questa decisione, il Comune di Sulmona:
– abbandona la gestione diretta del randagismo, prevista dalle normative vigenti;
– favorisce interessi privati a discapito del bene comune;
– spreca risorse pubbliche già investite nella struttura comunale;
– nega ai cittadini e alle associazioni locali la possibilità di partecipare attivamente alla tutela animale.
La L.I.D.A. vigilerà attentamente su ogni atto amministrativo relativo alla struttura e chiederà alla Regione Abruzzo, all’A.S.L. competente e agli organi di controllo di verificare la trasparenza e la correttezza delle procedure adottate.
“Chi amministra non può svendere un bene pubblico per trasformarlo in un affare privato. Il canile municipale deve tornare ai cittadini e agli animali, non diventare una pensione a pagamento per profitto.”
L.I.D.A. – Lega Italiana dei Diritti dell’Animale
Sezione di Ortona
Il Presidente – Mauro Costantini
Sezione di Sulmona
Il Presidente – Mara Pelino




