Pettinari: “Pescara non può più permettersi di ignorare le condizioni drammatiche in cui versa uno dei settori economici più importanti e identitari della città: la pesca.
La precarietà del nuovo mercato del pesce, fortemente avversato dalla marineria pescarese, rappresenta l’ennesimo segnale di una gestione confusa e distante dalle reali esigenze degli operatori. Una struttura che dovrebbe essere il cuore pulsante della filiera ittica locale rischia invece di diventare un simbolo di incertezza, improvvisazione e mancanza di programmazione.
A tutto questo si aggiunge una criticità gravissima e ormai cronica: i bassi fondali del porto canale, ostruito da fanghi e sedimenti che da troppo tempo non vengono rimossi con regolarità. Una situazione che mette a rischio la sicurezza della navigazione e compromette quotidianamente il lavoro delle imbarcazioni, causando ritardi, danni e difficoltà operative sempre più insostenibili.
Il sit-in svolto sotto il Comune, al quale abbiamo partecipato come gruppo, non è stato soltanto un gesto di protesta, ma un grido d’allarme e un invito chiaro alle istituzioni: occorre intervenire subito. Questo momento deve diventare uno sprone concreto affinché le istituzioni locali e regionali si assumano finalmente la responsabilità di risolvere problemi che ormai sono diventati atavici per l’intero comparto.
Come se non bastasse, il costo del carburante, ormai arrivato a livelli insostenibili, sta mettendo in ginocchio le attività di pesca, molte delle quali sono sull’orlo della chiusura. Un aumento che colpisce direttamente il lavoro quotidiano dei pescatori e rende sempre meno conveniente uscire in mare, con ripercussioni gravi su tutta la filiera economica e commerciale della città.
Non ultimo, resta aperta la questione delle lungaggini e dei ritardi intollerabili nei lavori per il nuovo porto canale, fermi ormai da anni. Un’opera fondamentale per lo sviluppo del settore, che avrebbe dovuto garantire maggiore efficienza, sicurezza e prospettive di crescita, e che invece continua a restare bloccata tra promesse e rinvii.
Chiediamo con forza un intervento immediato e coordinato:
- per garantire un mercato del pesce realmente funzionale e condiviso con la marineria;
- per avviare senza ulteriori ritardi la rimozione dei fanghi e il ripristino dei fondali del porto canale;
- per accelerare i lavori infrastrutturali fermi da anni;
- per mettere in campo misure concrete contro il caro carburante che sta strangolando il settore.
La pesca non è solo tradizione: è lavoro, economia, identità e futuro. Pescara deve scegliere se difendere davvero la propria marineria o lasciarla morire lentamente nell’indifferenza”.




