Dal 13 al 16 ottobre L’Aquila ospita la XXV edizione del Colloquio di Informatica Musicale (CIM), appuntamento biennale che da cinquant’anni riunisce studiosi, compositori, interpreti e ricercatori impegnati nell’esplorazione dei rapporti tra musica e nuove tecnologie. L’edizione 2026 si svolge nell’ambito di elettroAQustica 11, la rassegna promossa dal Dipartimento di Musica Elettronica e Nuove Tecnologie (meAQ) del Conservatorio Statale di Musica “Alfredo Casella” dell’Aquila, che quest’anno accoglie al proprio interno il Colloquio, rafforzando il legame tra ricerca scientifica, produzione artistica e formazione.
L’iniziativa, organizzata dal Conservatorio “A. Casella” in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione e Matematica (DISIM) dell’Università degli Studi dell’Aquila, si inserisce nel programma dell’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 e si avvale del patrocinio del Comune dell’Aquila.
Nata nel 2015, elettroAQustica è diventata uno spazio di confronto e sperimentazione dedicato alla musica elettroacustica e alle pratiche sonore intermediali, nel quale composizione, performance, tecnologie musicali e linguaggi multimediali dialogano con la didattica e la ricerca. L’ospitalità del CIM rappresenta un passaggio significativo per la rassegna e per il Conservatorio, che attraverso il lavoro del Dipartimento meAQ contribuisce allo sviluppo e alla diffusione della ricerca musicale contemporanea, offrendo a studenti e pubblico l’occasione di entrare in contatto diretto con esperienze e linguaggi della scena nazionale e internazionale.
Il Colloquio torna all’Aquila nell’anno in cui ricorrono cinquant’anni dalla sua prima edizione, tenutasi nel 1976. Il tema scelto per questa edizione, Sounding the Posthuman, affronta le trasformazioni della creazione e dell’ascolto in un contesto nel quale il suono nasce sempre più spesso dall’interazione tra esseri umani, dispositivi tecnologici, sistemi computazionali e ambienti. Algoritmi, sensori, interfacce, intelligenza artificiale e strumenti analogici e digitali concorrono a ridefinire il rapporto tra corpo, strumenti e produzione musicale, aprendo interrogativi che investono anche la percezione, l’esperienza sensoriale e le modalità della performance.
Sono attesi circa 150 partecipanti tra relatori, compositori, interpreti e ricercatori, provenienti da ambiti formativi e professionali diversi. Il programma delle quattro giornate comprende oltre 60 contributi tra paper scientifici, poster e dimostrazioni pratiche, oltre a keynote, concerti, performance audiovisive, installazioni e momenti di confronto. La proposta artistica riunisce 34 opere tra brani acusmatici, composizioni per strumento ed elettronica, performance interattive e lavori audiovisivi, selezionati attraverso la Call for Works. I contributi scientifici sono stati individuati attraverso la Call for Papers, con procedure di sottomissione e revisione gestite tramite EasyChair.
La struttura del CIM mette in relazione ricerca teorica e pratica musicale: alle sessioni scientifiche si alternano presentazioni, dimostrazioni di sistemi e interfacce, concerti e occasioni di ascolto. La componente artistica è parte integrante del confronto, perché permette di verificare attraverso le opere e le performance le possibilità espressive delle tecnologie e le questioni sollevate dalla ricerca.
Tra gli appuntamenti centrali figurano i keynote di Francesco Giomi, compositore, interprete e ricercatore del Centro Tempo Reale di Firenze e del Conservatorio di Bologna, e Lucia D’Errico, ricercatrice alla Gustav Mahler Privatuniversität für Musik di Klagenfurt. Il 14 ottobre, nell’Auditorium di Palazzo Spaventa, Giomi terrà l’intervento Geografie della musica elettronica: suono, corpo, spazio e pratiche tecnologiche. Il 15 ottobre sarà la volta di D’Errico con L’etica della decomposizione. Postumanesimo e ricerca artistica come pratiche antidisciplinari.
Il programma si apre martedì 13 ottobre alle ore 21.00 con il concerto inaugurale all’Auditorium del Parco “Renzo Piano”, preceduto dagli incontri della comunità scientifica. Dal 14 al 16 ottobre si susseguiranno sessioni di ricerca, keynote, presentazioni di poster, dimostrazioni, concerti e attività artistiche. Il Teatro San Filippo Neri ospiterà in particolare gli appuntamenti dedicati alle opere acusmatiche e audiovisive selezionate per il CIM, mentre Palazzo Spaventa sarà sede delle principali sessioni scientifiche, dei keynote, dei poster e delle demo. Altre attività si svolgeranno presso la sede dell’Università degli Studi dell’Aquila di Scienze Umane.
Un ruolo centrale è riservato alla partecipazione degli studenti del Conservatorio, che potranno seguire i lavori, incontrare ricercatori e artisti e confrontarsi con le diverse fasi della produzione musicale elettronica, dalla progettazione alla realizzazione e alla diffusione del suono. È in questa relazione tra formazione, ricerca e pratica artistica che si riconosce uno degli obiettivi di elettroAQustica: fare della sperimentazione un’esperienza condivisa, capace di coinvolgere la comunità accademica e di avvicinare anche il pubblico non specialistico a forme musicali e modalità di ascolto meno consuete.
Per il Conservatorio “A. Casella”, ospitare il XXV Colloquio di Informatica Musicale nell’ambito della propria rassegna significa valorizzare il lavoro del Dipartimento di Musica Elettronica e Nuove Tecnologie e consolidare il dialogo con l’Università degli Studi dell’Aquila. La collaborazione tra competenze musicali, informatiche e ingegneristiche trova così una concreta occasione di sviluppo, in un anno nel quale L’Aquila Capitale Italiana della Cultura offre un contesto particolarmente significativo per presentare alla città e alla comunità internazionale le attività di ricerca e produzione artistica delle sue istituzioni.
La partecipazione al CIM 2026 è gratuita per autori, autrici e uditori; è richiesta la registrazione per esigenze organizzative.
elettroAQustica 11 – Sounding the Posthuman
XXV Colloquio di Informatica Musicale – CIM 2026
L’Aquila, 13–16 ottobre 2026




