Canile di Sulmona, le associazioni animaliste abruzzesi alzano la voce contro scelte ritenute illegittime


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Canile di Sulmona, le associazioni animaliste abruzzesi alzano la voce contro scelte ritenute illegittime
Proseguono le proteste del mondo animalista, le associazioni abruzzesi e quelle nazionali inviano diffide, contestazioni e protestano contro la decisione del Comune di Sulmona di non riaprire il canile comunale, ristrutturato lo scorso anno e mai autorizzato, e di continuare invece ad appaltare la non-gestione dei cani del territorio ai privati.
 
Dopo la vicenda gravissima di novembre, quando Fdl prova a far passare in regione alcuni emendamenti che limitano l’accesso dei volontari e dei veterinari nei canili privati e che le associazioni giudicano “ad personam” e dopo il grande clamore suscitato dalla puntata della trasmissione “Indovina chi viene a cena” andata in onda il 13 dicembre scorso sulla Rai, proseguono le contestazioni animaliste per quanto avviene in Abruzzo.
Questa volta l’oggetto delle contestazioni è la scelta del Comune di Sulmona di non riaprire la struttura comunale da adibire a canile-rifugio, ormai pronta per essere inaugurata dopo i lunghi lavori di ristrutturazione. I Presidenti nazionali di LNDC Animal Protection e LAV fanno partire una diffida nei confronti del Comune di Sulmona e chiedono di “annullare in autotutela” l’avviso pubblico per la gestione dei cani per un altro anno.
“È incredibile come le istituzioni non si rendano conto che foraggiare e proteggere canili privati o addirittura mega canili fuori regione è, oltre che un illecito, una scelta assurda a danno sia dei cani che delle finanze pubbliche. L’arroganza di questa classe dirigente che prende decisioni assurde in spregio della legge è diventata davvero insopportabile” dichiara Paola Canonico, presidente LNDC Pescara. “La normativa parla chiaro, ogni comune deve ristrutturare le proprie strutture e supportare le adozioni in ogni modo possibile. A questo punto pensiamo che qualcuno, al comune di Sulmona, non conosca la legge come dovrebbe. Qualunque sia la verità, si tratta di una vicenda vergognosa e siamo profondamente indignati. Ci stiamo già muovendo per via legale per stroncare queste assurdità una volta per tutte”.
“Il mondo del volontariato deve combattere contro tutto e tutti, siamo davvero avvilite ma continueremo a combattere con ogni mezzo, la misura è colma” afferma Rosita Rossi, Presidente del Coordinamento associazioni abruzzesi, che ha inviato una diffida ulteriore a nome di circa 20 associazioni protezionistiche locali. “Si tiene chiuso un canile comunale per cui sono stati spesi 150mila euro, nuovo di zecca, raggiungibile dai cittadini e che garantirebbe un minore livello di stress dei cani, e si predilige invece continuare a mandare i cani in strutture lontane e controverse, dove l’accesso per noi associazioni è sempre più complesso, anche grazie agli emendamenti alla Legge Regionale del consigliere Verrecchia. Ci aspettiamo un immediato dietro front e il rispetto della legge. Noi comunque andremo avanti”.
Altrettanto critiche le posizioni di Lida Ortona e Lida Sulmona, che discutono anche le modalità tecniche del bando. Paola Stollavagli, Presidente Lida Ortona, dichiara: “Il bando prevede unicamente ribasso economico e questo, oltre ad essere un illecito, non tiene conto della qualità dei servizi che hanno un impatto enorme sulla vita dei cani imprigionati nei canili. È inammissibile che ancora oggi dobbiamo ricordare alle istituzioni che la norma prevede il contrario. Senza parlare poi di una introduzione postuma di criteri poco trasparenti, cambiando le richieste del bando in maniera a nostro parere illecita quando si era già preso visione dei candidati, di un importo non congruo rispetto alle spese storicamente sostenute dal Comune, e altre irregolarità per le quali ci siamo rivolti all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione). Questo bando è completamente da rifare e, soprattutto, non ha nessuna ragione d’essere quando vi è un canile comunale disponibile che attende solo l’autorizzazione. Andremo avanti e per il bene dei cani intendiamo accertare se queste scelte sono atte ad avvantaggiare qualcuno”.
Anche la delegata Lav Pescara, Danila Dicintio dichiara: “Siamo senza parole. Ci aspettavamo che dopo quanto mostrato da una trasmissione nazionale della Rai in prima serata, le istituzioni coinvolte in questa vicenda agissero in maniera opposta, ad esempio con una commissione regionale che accertasse seriamente
i fatti. Invece non solo si prosegue per questa strada, ma si sceglie di trasformare un canile comunale necessario e atteso, in una pensione di lusso per cani di privati, magari di razza. Siamo sconcertate e continueremo ad agire contro le mega discariche per cani. I Sindaci devono rispettare la legge”.