Un’intensa attività di intelligence, monitoraggio e controllo ha consentito di disarticolare un sofisticato sistema finalizzato all’immissione sul mercato di ingenti quantitativi di prodotto ittico di provenienza illecita, sottratto ai previsti controlli sanitari e di tracciabilità. L’operazione, sviluppata nel corso delle ultime settimane nell’ambito della costante attività di vigilanza posta in essere a tutela delle risorse biologiche marine, della legalità economica e della sicurezza alimentare, è stata condotta dagli Ispettori pesca del 14° Centro Controllo Area Pesca, congiuntamente al personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Giulianova.
Una complessa attività investigativa, di connotazione interregionale, ha consentito di ricostruire un articolato meccanismo illecito attraverso il quale ingenti quantitativi di vongole (Chamelea gallina), pescati ben oltre i limiti consentiti dalla normativa vigente, sarebbero stati successivamente conferiti presso un centro di spedizione, dove avrebbero acquisito un’apparente regolarità documentale mediante l’elusione degli obblighi di tracciabilità previsti dalla normativa nazionale ed europea, per essere infine immessi sul mercato come prodotto apparentemente conforme. L’intervento della Guardia Costiera ha impedito che un considerevole quantitativo di prodotto ittico di origine illegale raggiungesse i consumatori, interrompendo un meccanismo fraudolento che alterava il mercato, danneggiava gli operatori che rispettano le regole e comprometteva la corretta gestione della risorsa ittica.
Nel corso delle attività ispettive, i militari hanno inoltre individuato, all’interno di un magazzino ubicato nel comprensorio di un locale mercato ittico, un centro di spedizione di molluschi bivalvi completamente abusivo. All’interno della struttura, infatti, venivano realizzati ed utilizzati falsi bolli sanitari, recanti l’intestazione di un centro di spedizione regolarmente autorizzato ma del tutto estraneo alla ditta che occupava il magazzino. Attraverso tale sistema sarebbe stato possibile attribuire una fittizia legittimità sanitaria a prodotto ittico privo dei prescritti requisiti di legge, alterando l’intero sistema di garanzie posto a tutela della salute pubblica e della tracciabilità alimentare. Per tali fatti è stata informata la competente Autorità Giudiziaria per l’ipotesi di reato prevista dall’articolo 474 del Codice Penale, relativo alla contraffazione di marchi e segni distintivi.
Nel corso dell’intera attività posta in essere sono stati complessivamente:
- sequestrate circa 4,7 tonnellate di vongole;
- sequestrate circa 1,2 tonnellate di mitili;
- sequestrate attrezzature da pesca utilizzate per la raccolta illecita dei molluschi;
- elevate sanzioni amministrative per oltre 30.000 euro.
L’operazione rappresenta un importante risultato nel contrasto alla pesca illegale e alle frodi nella filiera ittica, confermando il costante impegno della Guardia Costiera nella tutela delle risorse marine, della legalità economica e della sicurezza alimentare.
Il Contrammiraglio Daniele GIANNELLI, Direttore Marittimo dell’Abruzzo e del Molise, ha espresso vivo apprezzamento per l’encomiabile attività svolta, evidenziando come:
“Il contrasto alla pesca illegale rappresenta una priorità strategica del Corpo. Ogni controllo lungo la filiera ittica significa tutelare il mare, difendere gli operatori onesti e garantire ai cittadini prodotti sicuri, tracciabili e conformi alla normativa. Questa operazione dimostra ancora una volta la capacità investigativa e l’elevata professionalità delle donne e degli uomini della Guardia Costiera, quotidianamente impegnati nella salvaguardia delle risorse marine e nella tutela della salute pubblica.”
La Guardia Costiera continuerà a intensificare i controlli lungo tutte le fasi della filiera della pesca, dalla cattura alla commercializzazione, per contrastare ogni forma di illegalità e garantire la piena osservanza delle norme poste a tutela dell’ambiente marino, della sicurezza alimentare e della leale concorrenza nel settore ittico.




