Tutto pronto per la quarta edizione di “Veneralia a Calvisium”, la rievocazione storico-teatrale che sabato 22 agosto porterà nel borgo di Carapelle Calvisio atmosfere, ritualità e suggestioni dell’antica Roma.
L’appuntamento, ormai diventato un momento atteso dell’estate culturale del territorio, prenderà il via alle ore 19.00 con la suggestiva processione rituale in onore di Venere, un percorso teatrale attraverso il borgo che accompagnerà il pubblico alla riscoperta di un’antica dimensione religiosa e sociale.
La rappresentazione, scritta e diretta da Daniele Mancini, si ispira liberamente all’Inno a Venere di Lucrezio, restituendo al pubblico, attraverso il linguaggio del teatro e della rievocazione, il fascino di un mondo nel quale il rito, la comunità e la dimensione del sacro erano profondamente intrecciati.
La serata proseguirà con il tradizionale banchetto romano, momento conviviale che completa l’esperienza della rievocazione e permette al pubblico di immergersi ulteriormente nelle atmosfere dell’antichità.
Una novità per l’edizione 2026
L’edizione di quest’anno propone inoltre una novità, pensata per arricchire ulteriormente il programma e rendere l’esperienza ancora più coinvolgente per il pubblico.
Il programma della giornata prevede anche, alle ore 18.00, nel Chiostro della Chiesa di San Francesco, lo spettacolo “Le Lisimache – Coloro che sciolgono le guerre”, una libera rilettura della Lisistrata di Aristofane realizzata dagli alunni del laboratorio teatrale della Scuola Primaria Via Bosio dell’I.C. 4 di Chieti.
Un appuntamento che testimonia anche la volontà di avvicinare le giovani generazioni alla conoscenza del mondo antico attraverso il teatro, trasformando la storia in un’esperienza partecipata e condivisa.
Veneralia a Calvisium nasce proprio con questo obiettivo: utilizzare la rievocazione storico-teatrale non soltanto come spettacolo, ma come strumento di divulgazione, valorizzazione del patrimonio culturale e coinvolgimento del pubblico.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione culturale del territorio abruzzese, proponendo un modo originale di raccontare la storia attraverso la contaminazione tra archeologia, teatro, letteratura antica e convivialità.




