Con l’accensione del Tripode della Pace, al cospetto di Palazzo Margherita a Piazza Palazzo, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che ha ricevuto il Fuoco del Morrone dai tedofori giunti dall’eremo di Sant’Onofrio, ha ufficialmente dato avvio alla 732esima Perdonanza Celestiniana, promossa dal Comune nell’anno in cui il capoluogo abruzzese ricopre il ruolo di Capitale italiana della Cultura.
Alla cerimonia istituzionale di Piazza Palazzo hanno partecipato tutte le massime autorità civili e religiose, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il sindaco Biondi, l’arcivescovo metropolita, monsignor Antonio D’Angelo, il presidente della Regione Marco Marsilio e quello della Provincia Angelo Caruso, il presidente del Comitato Festa della Perdonanza Celestiniana Unesco Ich Floro Panti.
“La speranza per la Chiesa è una virtù teologica fondata sulla promessa e sulla grazia di Dio e orientata alla vita eterna, capace di sperare contro ogni speranza terrena. La speranza laica è un’attesa immanente radicata nella ragione, è frutto dell’esperienza dell’uomo e della donna, si definisce nel tempo storico, mira al progresso sociale, alla giustizia, alla libertà, alla dignità, la pace, in questo caso, ha il respiro della mediazione, della diplomazia. Come uomo di fede non posso che credere che la pace abbia il respiro dell’eterno, ma come uomo dell’amministrare ho l’obbligo di impegnarmi affinché la pace abbia il respiro della mediazione”, ha detto il sindaco Biondi nel suo intervento, in cui ha evocato Papa Celestino V, San Francesco d’Assisi, Paolo VI e Leone XIV, Ignazio Silone ma anche Giorgio La Pira per richiamare ai valori della pace e all’importanza del dialogo tra i popoli, e ricordato le vittime del terremoto dell’Aquila e di quello di Amatrice, di cui il 24 agosto ricorrono i dieci anni.
La serata di apertura è proseguita al Teatro del Perdono davanti la Basilica di Santa Maria di Collemaggio con musicisti, artisti e attori protagonisti dell’evento dal titolo “La forza del Perdono”, con la direzione artistica di Leonardo De Amicis. Un grande racconto di musica, parole e testimonianze dedicato al valore universale del perdono, trasmesso in diretta su Rai Uno, condotto da Lorena Bianchetti e Gabriele Corsi e con la partecipazione di Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Sal Da Vinci, Marco Masini, Simone Cristicchi, Laura Chiatti, Raoul Bova, Giorgio Pasotti, Edoardo Prati, Luca Violini e di numerosi altri prestigiosi ospiti del mondo della cultura e dello spettacolo, con la partecipazione di una grande orchestra sinfonica costituita dai professori dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese e dagli allievi del Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila.

Le immagini della città ripresa dal drone unite a quelle della folta platea e della suggestiva facciata della Basilica su cui si riflettono luci e colori hanno introdotto la serata-evento, aperta da Gianni Morandi con l’intramontabile successo “Un mondo d’amore” che ha preceduto la seconda accensione del Tripode, ripetuta a beneficio del pubblico televisivo e accompagnata dalla narrazione affidata a Raoul Bova.
Ricca di riferimenti alla città, alla sua storia e al senso profondo del messaggio di Celestino, con intermezzi dedicati anche all’apertura della Porta Santa in programma come di consueto il 28 agosto, al termine del Corteo della Bolla, la serata è proseguita con l’irruzione sul palco di Massimo Ranieri. Tra musica e parole, lo spettacolo è andato avanti con Gianni Morandi e la sua “In ginocchio da te”, quindi di nuovo Massimo Ranieri con la “Lettera di là dal mare” e “Vent’anni”, prima di lasciare spazio alla lettura della poesia di Wislawa Szymborska “Sotto una piccola stella” affidata a Laura Chiatti, l’esibizione di Simone Cristicchi e quella di Sal Da Vinci con “Per sempre sì”, vincitrice di Sanremo. Spazio quindi all’influencer Edoardo Prati, giovanissimo divulgatore sui social di letteratura, poesia e bellezza. Di nuovo musica con il rapper Sayf, e ancora con un duetto Laura Chiatti-Gianni Morandi prima di Marco Masini.
Spazio poi all’Aquila: il sindaco Biondi sul palco insieme all’Aquilotto, mascotte della Capitale italiana della cultura “in carne ed ossa” (un figurante in costume) che scherza coi conduttori a cui regala la versione in pelouche.
Poi di nuovo con Massimo Ranieri e una nuova incursione di Raoul Bova. Sul palco, poi, don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano noto per le sue battaglie per l’ambiente e contro i clan. Prima del ritorno della musica con Serena Autieri e Sal Da Vinci, quindi spazio a Giorgio Pasotti e Vittoriana De Amicis in un duetto per un “Omaggio a L’Aquila”: la voce recitante dell’attore, sulle note della colonna sonora di “C’era una volta il West” di Ennio Morricone, e interventi cantati della soprano regalano un momento particolarmente suggestivo. L’incursione di Amara con il suo brano “Che sia benedetta” e poi di nuovo Morandi che canta “Uno su mille” chiudono lo spettacolo al quale hanno assistito circa 7mila persone.




