Domenica 27 settembre, nell’ambito del Festival “Les Musicales de Quiberon” (Francia), sarà presentato in prima mondiale “D’après Fauré”, nuovo lavoro per trio d’archi di Paolo Cavallone, commissionato da Pascal Gallois. Un nuovo capitolo della collaborazione tra il compositore abruzzese, originario di Sulmona, e il fagottista e direttore francese, che da anni intrecciano repertorio, ricerca e creazione contemporanea.
Quiberon, in Bretagna, sarà il 27 settembre il luogo di un nuovo incontro artistico tra Italia e Francia, nel segno della musica contemporanea. Nell’ambito della dodicesima edizione del Festival Les Musicales de Quiberon, dedicata quest’anno ai compositori francesi, verrà presentato in prima mondiale D’après Fauré di Paolo Cavallone, compositore italiano tra i maggiori del nostro tempo. A commissionare il nuovo lavoro è Pascal Gallois, direttore artistico del festival: la prima esecuzione rappresenta così una nuova tappa di un rapporto artistico che unisce da tempo i due musicisti.
Celebre fagottista, solista, direttore d’orchestra e pedagogo, Pascal Gallois ha avuto un ruolo di primo piano nella storia del repertorio contemporaneo per il suo strumento, prendendo parte a importanti prime esecuzioni, tra cui la “Sequenza XII” di Luciano Berio, “Dialogue de l’ombre double” di Pierre Boulez e “Psalmus” di Wolfgang Rihm. Oggi attivo anche come direttore d’orchestra, dal 2015 è alla guida del Festival “Les Musicales de Quiberon”, dove ha sviluppato un progetto fondato sul rapporto tra repertorio e creazione.
È proprio all’interno di questa visione che si rinnova l’incontro con Cavallone. La commissione di “D’après Fauré” nasce infatti dalla volontà di Gallois di affiancare alla tradizione nuove prospettive compositive, affidando a un autore italiano la rilettura di un riferimento fondamentale della musica francese.
Il brano prende spunto da “Après un rêve” di Gabriel Fauré. Cavallone plasma il materiale, lo trasforma e restituisce un’immagine osservata da una distanza sempre mutevole, dunque suscettibile di riconfigurarsi semanticamente. Suggestivi i riferimenti alla musica italiana, fra gli echi di Luciano Berio e Luigi Nono. Il risultato è un lavoro nel quale la memoria di Fauré non viene semplicemente citata, ma diventa materia per una nuova elaborazione. A interpretare la prima mondiale sarà il Trio della Serenissima del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, formato da Carlo Maria Vianello Mirabello al violino, Leonardo Mariotto alla viola e Costanza Battistella al violoncello.
VENEZIA OSPITE D’ONORE
La presenza del Trio della Serenissima si inserisce in un rapporto più ampio tra Quiberon e il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, invitato d’onore dell’edizione 2026 del Festival. Alla guida del Conservatorio è attualmente Roberto Gottipavero, che resterà direttore fino al 31 ottobre 2026. Dal 1° novembre la direzione passerà a Chiara Staibano. Il Trio della Serenissima sarà protagonista di due appuntamenti del festival. Sabato 26 settembre eseguirà musiche di Darius Milhaud e Luigi Boccherini; domenica 27 settembre presenterà invece “D’après Fauré”, accostato a pagine di Boccherini ed Ermanno Wolf-Ferrari.
La presenza veneziana crea così un ulteriore livello di dialogo all’interno del progetto: una nuova opera italiana, nata dalla collaborazione tra Paolo Cavallone (docente di composizione al Conservatorio di Venezia) e Pascal Gallois e dal confronto con la tradizione musicale francese, viene presentata in Francia da un ensemble legato a una delle più importanti istituzioni musicali italiane.
LES MUSICALES DE QUIBERON
Fondate nel 2015 da Pascal Gallois, “Les Musicales de Quiberon” sono cresciute intorno all’idea di affiancare il grande repertorio alla creazione contemporanea. La dodicesima edizione, dal 25 al 27 settembre, inaugurerà il rinnovato Palais des Congrès Louison Bobet e proporrà un percorso dedicato alla musica francese, da Couperin e Rameau a Fauré, Debussy, Ravel e Chausson. Accanto al repertorio storico, il festival presenterà nuove opere di Pascal Dusapin, Olga Neuwirth e Paolo Cavallone. La creazione di Neuwirth, Tombeau III, sarà diretta dallo stesso Gallois, confermando la centralità della musica di ricerca nella programmazione. Per Cavallone, il ritorno in Bretagna assume inoltre un significato particolare. Dopo i recenti successi dell’opera teatrale Il D’Annunzio Segreto e del nuovo CD Miroirs d’esquisses, pubblicato da Da Vinci Classics, il compositore torna infatti in una terra con la quale ha già sviluppato un significativo legame artistico. In passato Cavallone ha collaborato con l’Orchestre National de Bretagne per la commissione e la prima esecuzione del doppio concerto “Metamorfosi d’amore”, eseguito all’Opera di Rennes, oltre che per la registrazione del brano “Porte” e la realizzazione del CD “Hóros”. Quest’ultimo lavoro discografico, che fu presentato a Radio France, contiene inoltre la traccia “Daimon”, un trio del 2009 interpretato da Magnus Andersson, Rohan de Saram e Pascal Gallois. La nuova commissione di “D’après Fauré” si colloca dunque all’interno di una relazione artistica già consolidata. Con Gallois, Cavallone ritrova in Bretagna un interlocutore sensibile alla creazione contemporanea e alla costruzione di nuovi percorsi tra memoria e innovazione.




