Accademia Belle Arti L’Aquila, primi diplomi in restauro


Accademia di belle arti

Discuteranno la tesi di laurea giovedì prossimo 26 novembre le prime studentesse del corso di restauro dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Si tratta di due giovani che hanno seguito il percorso quinquennale abilitante alla professione di cui l’Istituto aquilano si è dotato solo da pochi anni.

L’Accademia di Belle Arti dell’Aquila è tra le poche in Italia (cinque in tutto) ad avere un corso di restauro quinquennale a ciclo unico; che offre, fin da subito, la possibilità di entrare nel mondo del lavoro; infatti per le due giovani diplomande ci sono già stati contatti e già prime esperienze di lavoro.Si avvia nel migliore dei modi il nuovo anno accademico dell’Accademia di Belle Arti che è partito da circa un mese con un sensibile aumento delle immatricolazioni.

Un successo questo, dovuto soprattutto alle tante iniziative avviate e portate a compimento dallo scorso anno che hanno dotato la scuola di strutture nuove, moderne e tecnologicamente avanzate (Fab Lab) e che hanno ammodernato e reso più funzionale quelle esistenti (teatro, biblioteca, laboratori di grafica ed incisione).

“E’ un giorno molto importante per l’accademia aquilana – spiega il direttore Marco Brandizzi – perché con questi primi diplomi in restauro abbiamo vinto una sfida difficilissima per il nostro istituto. I corsi di studio per il conseguimento del Diploma accademico a ciclo unico della Scuola di Restauro hanno l’obiettivo di formare restauratori di beni culturali secondo profili specifici e come da normativa, per questo abbiamo dovuto adeguare anche la struttura e la logistica dell’accademia stessa. Ma in questo ultimo anno abbiamo fatto di più, abbiamo attivato un laboratorio 3D, uno dei pochi in Italia, che sarà implementato a breve con altri e più moderni strumenti come per esempio una stampante che utilizza la creta; abbiamo migliorato la didattica del laboratorio di grafica ed incisione dotandolo di macchinari nuovi e di ultima generazione. Stiamo lavorando – conclude Brandizzi – anche per migliorare e rendere più funzionali tutti i servizi che la nostra accademia offre, oltre naturalmente all’organizzazione di tantissime manifestazioni come mostre, seminari e incontri con personalità e professionisti del panorama internazionale”.


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