A tu per tu con Maria Basile


Quadro di Maria Basile

L’arte, quindi la bellezza, nel sangue. Fare dell’arte una delle proprie ragioni di vita è quello che è capitato a Maria Basile pittrice, allieva di Aldo Furlan la quale ha altresì ottenuto anche il personale apprezzamento del maestro Manfredo Michetti.

La carriera dell’artista originaria di Moscufo prende avvio nel 1979; da quel momento in poi diverse sono state le partecipazioni a collettive in Italia e all’estero: Pescara, Polignagno, Dubai Kiev.

Ultima, in ordine di tempo, sarà la partecipazione, in qualità di presidente di giuria della sezione Pittura, al II Memorial Tenco – La verde isola in programma il prossimo 19 marzo ad Acqui Terme.

Prima della partenza, abbiamo fatto con l’artista una chiacchierata su mondo dell’arte, quindi della bellezza.

Maria Basile, come nasce la passione per l’arte?

“E’ nata insieme a me, come se fosse un dono. L’arte può essere acquisita ma non è lo stesso. Se devo dare un arco temporale, direi intorno ai 5/6 anni quando una mia cugina mi regalò dei colori. Sì, i miei primi scarabocchi li ha fatto a quell’età”.

E il suo primo quadro, a che età lo dipinse?

“Ricordo che mio padre fece dei lavori a casa, rimase un pezzo di compensato e lì dipinsi la mia prima tela. Avevo 10 anni”.

Maria Basile a colloquio con la nostra giornalista
Maria Basile a colloquio con la nostra giornalista

Quanto può essere importante l’arte oggi?

“Io ritengo tutti siamo artisti; ognuno di noi vede le cose a modo proprio ma tutto può diventare arte se tocca le corde dell’anima. In questa società veloce, in cui sembra manchi il tempo di fermarsi anche solo per guardare una fotografia, dico che anche l’immagine può essere arte. Quando? Quando evoca emozioni più profonde rispetto a ciò che si vede esternamente”.

Tra le sue opere, c’è un quadro del cuore?

“E’ difficile scegliere tra i propri lavori perché sono tutti figli tuoi , ma uno mi ha emozionato parecchio: ‘Notturno di Atlanta’, in omaggio alla città americana. Rappresenta due persone che camminano sotto un ombrello tra le luci della città, la pioggia e le pozzanghere d’acqua”.

Il mondo dell’arte declinata al femminile: che rapporto c’è?

“La risposta è nello scenario contemporaneo: è un mondo maschile, come se gli uomini fossero gli unici amministratori dell’arte. Una donna deve sgomitare e non poco…”.

Se dovesse identificarsi in un quadro, qual è il più vicino alla sua personalità?

“La ‘Guernica’ di Picasso perché la mia vita è sempre una costante lotta, un tumulto di fare, capire e interpretare per lasciare una traccia che parli dopo di me”.

A chi sente di dover dire grazie?

“A me stessa, a mio padre che mi ha insegnato a essere me stessa e a mia madre che mi ha insegnato a non mollare”.


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