Indierocket Festival, grandi numeri a Pescara


Indierocket Festival

di ANDREA LA ROVERE

Grande musica a Pescara nell’ultimo fine settimana con Indierocket Festival. La rassegna, giunta alla tredicesima edizione, si avvia a diventare un vero e proprio fiore all’occhiello dell’estate pescarese, richiamando band da tutte le parti del mondo.

La kermesse musicale, patrocinata dalla Regione Abruzzo e dal Comune di Pescara, ha visto quest’anno anche la collaborazione di Pepe Collettivo, che si è occupato dell’anteprima denominata Previsioni, format che, attraverso musica, dj set e laboratori, ha anticipato il festival vero e proprio.

Dal 24 al 26 giugno, presso il parco dell’ex caserma Di Cocco e davanti al pubblico delle grandi occasioni, l’Indierocket ha visto avvicendarsi il meglio della scena alternativa mondiale; la prima serata è stata dedicata al rock duro e puro, con progetti italiani come i romani Weird Black, i John Canoe e i quotatissimi Squadra Omega a fare da apripista a importanti nomi internazionali come Rolando Bruno Y Su Orquestra Midi, gli Psychic Ills e i White Hills. Il primo ha fatto ballare tutto il parco con il suo inaspettato mix di tradizionale cumbia peruviana, filtrata attraverso arrangiamenti psichedelici che coniugavano una sensibilità latina stile Buena Vista Social Club, a un vigoroso chitarrismo alla Santana. Gli Psychic Ills e i White Hills, band provenienti entrambe da New York, hanno invece mostrato i due lati del rock psichedelico contemporaneo, i primi quello più gentile e legato alla tradizione, i secondi quello più muscolare ed energico, mettendo però d’accordo il pubblico, letteralmente conquistato dalle loro esibizioni.

Indierocket Festival
Indierocket Festival

Il sabato e la domenica sono stati invece dedicati alla musica elettronica, con il parco Di Cocco che per due serate ha assunto le sembianze del più scatenato rave berlinese, con le esibizioni di veri pezzi da novanta del panorama electro, come The Field, dalla Svezia, i finlandesi K-X-P e il DJ francese Debruit. Molto interessanti anche Spoek Mathambo, artista sudafricano che ha fatto scatenare i presenti con una mistura di hip hop, suoni afro e reggaeton, gli italiani Platonick Dive, votati all’elettronica più spinta e il gruppo denominato Stregoni, progetto tutto italiano che ha portato in scena il dramma dei migranti reso attraverso il linguaggio sonoro.

Hanno riscosso grande successo anche le iniziative collaterali, attive per i tre giorni già dal pomeriggio, con laboratori di yoga e danza afro e un dj set alimentato totalmente grazie a energie alternative, in piena coerenza con la sensibilità ecologica e sostenibile della manifestazione.

L’appuntamento è dunque per il prossimo anno con l’Indierocket festival che, dopo tredici edizioni, sembra mostrare ancora ampi margini di crescita.