L’Aquila, la Intecs conferma 70 licenziamenti


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Settanta su novantotto: tanti saranno i licenziamenti annunciati da Intecs all’Aquila.

Un numero enorme soprattutto per un tessuto economico già in una forte crisi dovuta al terremoto del 2009. La decisione dei vertici dell’azienda è stata comunicata oggi dalle Rsu aziendali e dalla Fiom. “A partire dalle prossime settimane – si legge  nella nota  – l’azienda potrà avviare il percorso di licenziamento dei lavoratori e  nel frattempo, paradossalmente,  continua a “esplorare” il territorio, alla ricerca spasmodica di qualunque forma di finanziamento”.

La “tegola” in realtà era stata già annunciata qualche mese fa, ma poi si era cercato di far retrocedere l’azienda dalle sue intenzioni “settimane di trattativa alla ricerca di un accordo sulla procedura di licenziamento collettivo di 70 unità su 98 avviata da Intecs-L’Aquila – continua la nota – non è stato possibile per Rsu e Oo.Ss. trovare un’intesa con l’azienda che fosse accettabile. L’azienda ha assunto una posizione rigida, concentrata solo nell’ottenere una firma sindacale su un percorso che di fatto delinea la dismissione del sito aquilano”.

“La sprovveduta politica industriale praticata da Intecs sul nostro territorio” prosegue la nota “ha prodotto solo la dispersione di preziose competenze, nonostante i numerosi strumenti anche di formazione per il consolidamento di conoscenze, per la riconversione e riqualificazione del personale messi a disposizione dell’azienda sin dal suo primo arrivo”. “Dopo aver dimostrato completa inadeguatezza nel mettere a frutto il patrimonio collettivo di conoscenze e capacità progettuali presenti all’interno del laboratorio, – concludono le Rsu –  oggi l’atteggiamento di Intecs rischia anche di vanificare lo sforzo fatto per ottenere un accordo con la Regione che prevede la rioccupazione dei ricercatori”.