Le Confcommercio di Pescara e L’Aquila chiedono la sospensione dei lavori


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I presidenti Riccardo Padovano e Roberto Donatelli: “Assurtdo chiudere una strada così importante in piena estate arrecando danni ingenti alle attività economiche della zona”

Confcommercio Pescara e Confcommercio L’Aquila intervengono per chiedere l’immediata sospensione dei lavori sulla strada statale Popoli-Sulmona che dovrebbero comportare da domani la chiusura dell’arteria per un mese.

Le Confcommercio si appellano al Sindaco di Popoli e al Sindaco di Sulmona affinché intervengano immediatamente nei confronti dell’ANAS spa e della ditta appaltatrice CO.BIT. srl, per sospendere l’avvio del cantiere e provvedere ad un rinvio dei lavori stessi al termine della stagione estiva.

Il Presidente Confcommercio Pescara Riccardo Padovano e il Presidente Confcommercio L’Aquila Roberto Donatelli:

“E’ veramente assurdo pensare di chiudere una strada così importante in piena estate proprio nel momento in cui si sta assistendo ad una ripresa delle attività economiche dopo mesi e mesi di stenti e chiusure dovute alla pandemia.

Non capiamo davvero perché avendo avuto tanto tempo per effettuare i lavori nei tanti mesi di lockdown si sia atteso l’inizio dell’estate per avviare un cantiere che andrebbe a creare danni ingenti alle attività economiche di una zona molto vasta che comprende comuni importanti dal punto di vita economico come Popoli e Sulmona.

Ci appelliamo in particolare ai Sindaci di questi due Comuni affinché intervengano immediatamente, facendosi portatori del grido d’allarme delle attività economiche del territorio, per chiedere il rinvio dei lavori a fine estate.

Parliamo tra l’altro di una zona la cui viabilità è già compromessa dalla chiusura del casello autostradale di Bussi e che non merita di avere ulteriori disagi oltre a quelli già sopportati.

Non è pensabile che proprio nel momento in cui si incomincia a rivedere la luce in fondo al tunnel l’economia della zona in questione venga mortificata da un intervento incomprensibile che si doveva calendarizzare prima o dopo ma mai nel periodo più importante dell’anno dal punto di vita turistico e commerciale”.