La Tavola dei Morti


la tavola dei morti spoltore

Centinaia di persone hanno partecipato alla rievocazione storica de ‘La Tavola dei Morti’, la manifestazione promossa per il settimo anno dall’Associazione Fontevecchia nella notte tra il primo e 2 novembre lungo i vicoli del Borgo Case Troiano. Ad animare la tradizione sono state le figure allegoriche della Processione dei Frati Morti, de Lu’ Mazzamurille’, il Pulcinella abruzzese, trait d’union tra il mondo dei vivi e quello dei morti, i Cavalieri erranti, le anime del Purgatorio, le anime pezzentelle, e le Zampogne, per riscoprire alla fine del percorso, attraverso la narrazione teatralizzata, il rito tutto abruzzese del lasciare le tavole imbandite in quella notte speciale per accogliere il ritorno e il transito delle anime dei cari defunti.

Foto altare della tavola dei morti2

Un percorso negli aneddoti e nelle storie raccontate dai nostri nonni che mira quindi alla riscoperta dei riti legati alla commemorazione dei defunti tipicamente italiani e che nulla hanno a che vedere con Halloween. “Con la ‘Tavola dei Morti’ – ha ricordato il Presidente dell’Associazione Fontevecchia Troiano aprendo la manifestazione alla presenza del sindaco Luciano Di Lorito, del consigliere Angela Scurti e dello scrittore Maurizio Ponticello -, celebrazione che non ha nulla a che vedere con le feste anglosassoni, vogliamo raccontare ai più giovani e riportare alla luce una tradizione importante per la nostra storia, appunto il dovere di onorare nella maniera più giusta, rispettosa e opportuna quelle persone che hanno fatto parte della nostra vita e che in quella notte, vuole la narrazione, tornano nelle loro case per un breve attimo, a salutare i propri cari. Tradizione del centro-sud vuole che in quella notte le famiglie lascino la tavola imbandita come nei giorni di festa, con le migliori cibarie del mondo contadino, maccheroni al sugo, pollo al forno con le patate e la pizza dolce, proprio per dare il benvenuto ai propri cari”.

Foto cavalieri5

L’evento, completamente gratuito, ha preso il via alle 19, dinanzi alla sede della Motorizzazione civile, con il ‘Racconto dei Luoghi’, e, con la sola luce delle candele, è partito il cammino verso il Borgo Case Troiano, con alcune pause, ciascuna delle quali è stata caratterizzata da un racconto su vicende e personaggi che hanno caratterizzato il Borgo stesso. Lungo la stradina del borgo, alla ‘vutate de lo lope’, si è incrociata la Processione dei Frati Morti accompagnati dai Cavalieri erranti di Marco De Marinis e la Compagnia di Rievocazione medievale, con la storia dei ‘tre vivi e tre morti’, che ha accompagnato i presenti sino all’oliveto dove ad aspettare il pubblico c’era ‘Lu’ Mazzamurille’, spiritello dispettoso abituato a prendersi gioco dei vivi, e la ‘tomba del Cavaliere’. All’ingresso del Borgo Case Troiano è stato allestito l’Altare devozionale per le anime del purgatorio, con la rappresentazione della Processione dei Frati ricostruita dal Maestro presepista di Napoli Aldo Vucai, e quindi la tappa nell’aia con il combattimento mortale tra i Cavalieri erranti.

Foto cavalieri6

Infine l’illustrazione di una tavola imbandita e, all’esterno l’illustrazione dei simboli, come il sacchetto di grano, la scopa rovesciata, la bacinella, il bastone, e, ogni volta, la scoperta delle ragioni di quelle presenze che affondano le radici nella tradizione abruzzese. Durante la serata è stato possibile rendere omaggio alla Chiesa della Santissima Trinità, situata nel borgo, regolarmente aperta: l’ingresso è stato caratterizzato dalla presenza di un ‘Pulcinella abruzzese’, quale trait d’union tra il mondo dei vivi e quello dei morti, e, secondo le antiche credenze, il primo che è entrato ha liberato un’anima del Purgatorio.

la tavola dei morti