Domenica 1° novembre la XII edizione de “La Tavola dei Morti – La Processione dei Frati Morti”. A Borgo Case Troiano rivivono antichi rituali, leggende medievali e tradizioni popolari abruzzesi e napoletane.
A Spoltore i morti tornano simbolicamente a casa, le tavole vengono imbandite per accogliere le loro anime e misteriose processioni di frati incappucciati attraversano le strade illuminate dalle candele.
Accadrà domenica 1 novembre, dalle ore 18, a Borgo Case Troiano (parcheggio della motorizzazione), dove l’Associazione Fontevecchia riproporrà, per la dodicesima edizione, “La Tavola dei Morti – La Processione dei Frati Morti”, un appuntamento dedicato alla riscoperta delle antiche tradizioni legate al culto dei defunti, tra rievocazioni medievali, leggende popolari e rituali che uniscono l’Abruzzo alla cultura napoletana.
La manifestazione prenderà il via dal parcheggio della Motorizzazione dove ai partecipanti saranno distribuite le candele che illumineranno il percorso fino al borgo. Ad accompagnare il pubblico attraverso la storia e i significati delle antiche credenze saranno il sociologo David Ferrante, studioso delle tradizioni abruzzesi, e il professor Marco Presutti, esperto di storia greca e latina.
Il viaggio comincerà con il suono delle zampogne per proseguire con la rappresentazione della leggenda medievale dei “Tre vivi e tre morti” e della Danza Macabra. La Compagnia Gualdana dell’Orso porterà in scena cavalieri in abiti del Duecento impegnati in un combattimento simbolico con la Morte, a ricordare come davanti alla fine dell’esistenza ogni distinzione sociale perda significato.
Il percorso attraverserà anche luoghi legati a misteriose testimonianze del passato, tra cui un uliveto dove, durante alcuni lavori agricoli, sono stati rinvenuti resti ossei che hanno alimentato l’ipotesi della presenza di un’antica area sepolcrale, forse di epoca romana. Non mancheranno i racconti dedicati a “Lu Mazzamurille”, lo spiritello dispettoso dal berretto rosso che popola le leggende abruzzesi.
Con il calare del buio prenderà forma la scena più attesa: la Processione dei Frati Morti. Figure incappucciate, con il volto nascosto e i ceri accesi, attraverseranno lentamente il borgo, rievocando le antiche credenze sulle apparizioni notturne delle anime. Secondo la leggenda, incontrare il loro sguardo poteva significare perdere la propria anima.
Ma il cuore della manifestazione sarà la ricostruzione della Tavola dei Morti, l’antico rito domestico che prevedeva di lasciare apparecchiata la tavola nella notte tra il 1° e il 2 novembre per accogliere simbolicamente i familiari defunti. Saranno illustrati i piatti della tradizione, dalla pasta al sugo al pollo con le patate, insieme a pane, vino, frutta e dolci. Cibi che nessuno dei vivi poteva consumare, perché destinati alle anime di ritorno nelle loro case.
Saranno riproposte anche le usanze che accompagnavano questo rituale: scope rovesciate davanti alle porte, braci spente, conche senz’acqua e tegami chiusi per non ostacolare il passaggio delle anime. Il giorno successivo, secondo la consuetudine, il cibo veniva distribuito ai poveri, trasformando il ricordo dei defunti in un gesto di solidarietà.
Uno spazio sarà riservato al culto delle Anime Pezzentelle, profondamente radicato nella tradizione napoletana, con la ricostruzione di un altare dedicato alle anime del Purgatorio che testimonia gli antichi legami culturali tra Abruzzo e Napoli.
A concludere la serata sarà la degustazione gratuita dei cibi rituali della commemorazione: il “grano dei morti”, preparato con grano bollito, noci, melograno, mosto cotto e vino rosso, e il tradizionale “torrone dei morti” napoletano, realizzato per l’occasione dal maestro pasticcere Federico Anzellotti, campione del mondo di pasticceria. Saranno illustrati anche i significati simbolici degli ingredienti, legati agli antichi riti della morte e della rinascita.
La manifestazione è organizzata dall’Associazione Fontevecchia, in collaborazione con ASI Nazionale, Gualdana dell’Orso, Abruzzo Magico, Zampogne d’Abruzzo e l’Associazione di Protezione Civile Volontari senza Frontiere, la manifestazione punta a recuperare un patrimonio di credenze e gesti tramandati per secoli, quando la commemorazione dei defunti non era soltanto un momento di preghiera, ma anche un’occasione per rinnovare il legame tra le generazioni.
Un viaggio nella memoria collettiva, dunque, che restituisce il significato più autentico di una tradizione nella quale i morti continuavano simbolicamente a far parte della famiglia, conservando un posto nelle case e sulle tavole dei vivi.
E alla fine della serata resterà un’ultima raccomandazione, quella che gli anziani tramandavano ai più giovani: tornare a casa prima della mezzanotte e chiudere la porta con tre mandate.
Perché nella notte dei morti, racconta la tradizione, è sempre meglio non lasciare entrare pantefiche e mazzamurille.
La partecipazione è gratuita. Informazioni e prenotazioni al 331 6796820.




