La vita dietro le sbarre


carcere-Madonna-del-Freddo

Da avvocato a comandante della Polizia penitenziaria del carcere teatino di Madonna del Freddo. È una parabola singolare quel­­la del giovane commissario capo Alessandra Co­stantini (nella foto), arrivata lo scorso primo aprile a Chieti, andando a costituire un tandem tutto al femminile alla guida della struttura, insieme alla di­rettrice Giuseppina Rug­gero.

Come mai un avvocato, abituato a difendere persone accusate di reati, si trova improvvisamente dall’altra parte a controllare chi è stato privato della propria libertà? “Ero avvocato, ho fatto un concorso per entrare nell’amministrazione penitenziaria e l’ho vinto”, risponde semplicemente il commissario capo. Ma l’impo­st­a­zione da avvocato, assi­cura, “cer­to non l’ho persa an­che con il nuovo incarico”.

Alessandra-Co­stantini

E anzi, proprio questo passato professionale, for­se le dona una marcia in più, nello spirito del nuovo or­dinamento penitenziario di cui a fine luglio il carcere teatino ha voluto celebrare i 40 anni di applicazione.

La legge è quella del 26 luglio 1975, una piccola rivoluzione dietro i lucchetti delle celle, che ha sancito il principio che an­che chi ha commesso rea­to ha ancora dei diritti. È privato della propria liber­tà personale ma gli resta il diritto a mantenere un rapporto saldo con la sua fa­mi­glia, ha diritto all’affettività e ha diritto a ricostituirsi una vita. La riforma ha compiuto quarant’anni, tanti quanti ne ha compiuti il nuovo commissario capo Costantini che insieme alla direttrice Ruggero ha deciso di festeggiare la riforma con un’iniziativa inedita.

“In effetti non si è mai svol­ta nel carcere teatino una festa di questo genere – spiega – che ha visto i de­tenuti, tutti quanti, darsi da fare per organizzare la fe­sta”. La serata si è svolta lo scorso sabato 25 luglio ed è stata intitolata la Notte del­la riforma. Ha visto la presenza del magistrato di sorveglianza, Maria Rosa­ria Parruti, che è il garante dei diritti dei detenuti.

Una settimana prima, per preparare i detenuti all’evento, era stato invece proiettato il film di Nanni Loi, Detenu­to in attesa di giudizio, in­terpretato da Al­ber­to Sor­di, che mostrava uno spaccato della realtà penitenziaria italiana pri­ma della riforma. Alla fe­sta i detenuti hanno cucinato e si sono occupati an­che dell’intrattenimento: ce n’è stato uno che ha fatto il dj, mentre un altro ha or­ganizzato un esposizione pittorica, arte che ha scoperto e imparato in cella.

“Sono molte le attività che vengono organizzate nel carcere teatino – dice la Costantini – si fa attività fisica grazie ad esperti del Coni, ci sono corsi organizzati in collaborazione con la biblioteca di Ortona, i de­tenuti possono inoltre partecipare a corsi di yoga e di inglese. C’è anche la possibilità di frequentare la scuola media e anche di effettuare esami universitari. Abbiamo ad esempio un detenuto iscritto alla fa­coltà di Filosofia della d’ An­nunzio che fa regolarmente in carcere i propri esami con ottimo profitto. Altri corsi culturali vengono organizzati con l’aiuto dei volontari dell’associazione Voci di dentro, presieduta da Francesco Lo Piccolo, grazie ai quali, ad esempio, un detenuto ha scoperto la passione per la pittura e ora dipinge e riesce anche a vendere le sue opere”.

“Da settembre prossimo, inoltre, – anticipa Co­stan­tini – sono in programma anche nuove iniziative, co­me la collaborazione con i docenti del liceo artistico teatino Nicola da Guardia­grele, che verranno da noi a tenere lezioni. Abbiamo in programma anche mo­stre pittoriche dove le ope­re dei detenuti potranno es­sere esposte insieme a quelle degli allievi del liceo artistico”.

Il carcere teatino è un istituto di pena che ospita detenuti comuni. Da qualche anno ha anche la se­zione femminile che è quel­la che richiede qualche sforzo organizzativo in più, visto che le detenute sono spesso anche madri e i legami con la famiglia van­no rispettati e tutelati. Da quest’anno, però, a Chie­ti è arrivata una no­vità. Sono stati ridotti i po­sti a disposizione dei detenuti comuni per aprire una nuova sezione, quella dei Sex offenders, vale a dire quella che ospita detenuti accusati di reati sessuali. At­tualmente il carcere teatino non ha grossi problemi di sovr­affollamento. Al momento ospita una quarantina di detenuti comuni, una trentina della nuova sezione riservata ai reati sessuali e una trentina di donne.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *