Per gli altri detenuti sono “infami”, per la Polizia penitenziaria sono quelli da proteggere più degli altri, l’ordinamento penitenziario italiano, invece, li chiama con un nome inglese, i sex offenders.
Dietro questa etichetta in lingua straniera c’è chi si è macchiato di molestie, abusi e violenza sessuale, ci sono gli odiati pedofili e tutti coloro che hanno commesso reati a sfondo sessuale. Proprio per la natura del reato, chi è in carcere per scontare questo tipo di pena, viene molto mal sopportato dal resto della popolazione detenuta.
Per questo motivo l’amministrazione penitenziaria ha deciso di tutelarli in maniera maggiore pensando per loro ad apposite sezioni, separate da quelle dagli altri.
Nel carcere teatino la sezione è stata aperta nello scorso mese di marzo. La stessa sezione in Abruzzo esiste solo nel carcere di Castrogno a Teramo. Nel penitenziario tearamano i sex offenders non sono una novità, a Chieti sì, ma la direzione del penitenziario si è subito messa in moto per pensare a un progetto appositamente per la trentina di ospiti della sezione.
Il progetto ha come obiettivo proprio l’integrazione con gli altri detenuti e sembra stia dando i primi frutti. In un sistema carcerario stretto tra il problema del sovraffollamento da una parte e dalla carenza di personale dall’altro, l’integrazione dei detenuti che hanno compiuto reati sessuali appare anche una risorsa dal punto di vista organizzativo.
A Chieti non si registrano grossi problemi di sovraffollamento, ma nel resto del sistema carcerario abruzzese il problema esiste. A stare a dati del 2014, a fronte dei 1.533 posti a disposizione nel sistema di detenzione abruzzese c’erano 1.935 i detenuti. In Italia, sempre a stare a dati aggiornati al 2014, i reclusi erano 54.414 a fronte di una capienza di 49.402 posti, in 205 istituti di pena. In Abruzzo i penitenziari sono otto.
Tre in provincia dell’ Aquila: il supercarcere dell ’Aquila (che ospita detenuti per mafia e terrorismo in regime di 41bis), quello di San Nicola ad Avezzano e quello di via Lamaccio a Sulmona. Tre sono anche i penitenziari del teatino: quello di Madonna del Freddo a Chieti che ospita detenuti comuni, il carcere di massima sicurezza di Villa Stanazzo a Lanciano e quello di Torre Sinello a Vasto.
Poi ci sono il carcere di San Donato a Pescara e quello di Castrogno a Teramo. Tra il 2013 e il 2014 negli otto penitenziari abruzzesi si sono registrati otto casi di suicidio, 31 di tentato suicidio e 118 di autolesionismo.




