Ponte del Cielo: tante le contestazioni al progetto


Ponte del cielo

Sit-in di protesta da parte dei consiglieri di centrodestra al comune di Pescara contro il progetto del cosiddetto “Ponte del Cielo” quale completamento prospettico di Largo Mediterraneo. Luigi Albore Mascia, Marcello Antonelli e Vincenzo D’Incecco di Forza Italia, Guerino Testa e Massimo Pastore di Ncd e Carlo Masci di Pescara Futura si sono ritrovati in piazza Primo Maggio per manifestare il proprio no al progetto e informare la cittadinanza pescarese sull’iniziativa.

Masci si è anche fatto portavoce del dissenso di Tommaso Cascella, figlio di Pietro, artista che ha realizzato e donato alla città l’opera in travertino “La Nave” attraverso una lettera. Nella missiva portata dall’esponente di Pescara Futura, Cascella afferma che “il sovrapporre e imporre in questo luogo unico e prezioso della città sarebbe la fine dell’idea che sottende l’opera e farebbe di questo spazio un ammasso confuso di manufatti che si escluderebbero a vicenda”.

Ponte del Cielo
Il progetto del Ponte del Cielo comprende un pontile circolare di 84 metri di diametro da installare sulla spiaggia antistante Largo Mediterraneo.

CONTESTATA SUL NASCERE: GLI ARCHITETTI E M5S

Il progetto del Ponte del Cielo non è affatto estraneo alle polemiche. Presentata il 7 ottobre in una conferenza stampa nella sala del consiglio comunale, l’iniziativa tanto voluta dal governatore Luciano D’Alfonso ha suscitato subito le prime contestazioni. A partire dagli architetti pescaresi, esclusi dall’ideazione di un progetto su cui investire i fondi a destinazione turistico-ricettiva stanziati dall’Europa per l’Abruzzo, di cui il Ponte del Cielo rappresenta il risultato. Poi è stata la volta del Movimento 5 Stelle che, attraverso la consigliera comunale Erika Alessandrini, si è appellato al piano regolatore della città, sottolineando che “il Comune di Pescara, per assecondare gli sfizi del presidente della Regione, stia calpestando una marea di norme. Non è possibile non vedere che su quell’area, oltre al piano demaniale comunale, si sta scavalcando un piano particolareggiato che non prevede nessun ponte“.

Intanto, però, il Comune procede spedito con la sua iniziativa e il 24 ottobre ha affidato il compito di effettuare le indagini geognostiche nel luogo prescelto per la costruzione dell’opera. Si tratta, in realtà, di un doppio incarico. ll primo assegnato al geologo Giovanni Ciccone per la redazione di una relazione geologica. Il secondo alla società Terra drilling tecnology di Pescara per effettuare le indagini geognostiche.

IL PREAVVISO DI DINIEGO DELLA SOVRAINTENDENZA

Ma i problemi per l’amministrazione comunale non sembrano arrestarsi. Il 5 novembre scorso la Sovraintendenza ai Beni Culturali e al Paesaggio ha bocciato il progetto del Ponte del Cielo con un preavviso di diniego, sottolineando che “il progetto risulta alieno all’ambito paesaggistico tutelato atteso anche che lo spazio di spiaggia libera antistante Largo Mediterraneo è uno dei pochi dell’intera riviera pescarese a non essere stato occupato da strutture legate al turismo balneare”. L’ex consigliere di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo ha commentato così la decisione della Sovraintendenza: “Il preavviso di diniego da parte della Soprintendenza è una buona notizia per Pescara e i pescaresi, facendo riferimento anche al fatto che all’epoca dell’installazione della ‘Nave’ fu proprio Pietro Cascella a richiedere di   ‘smantellare la storica balaustra circolare preesistente per non lasciare alcun ulteriore segno costruito tra la nave e il mare“.

La storica "Nave" di Cascella, realizzata nel 1987 dallo scultore nato a Pescara
La storica “Nave” di Cascella, realizzata nel 1987 dallo scultore nato a Pescara

La triste storia delle polemiche al Ponte del Cielo, l’ennesima opera di Pescara contestata ancor prima di nascere, continua con le esternazioni della presidentessa del Wwf Chieti-Pescara Nicoletta Di Francesco e della rappresentante di Legambiente Silvia Tauro, assolutamente contrarie alla realizzazione del progetto e vicine al pensiero della Sovraintendenza.

LE CONTRODEDUZIONI DEL COMUNE

Il preavviso di diniego di quest’ultima, però, concede all’amministrazione comunale dieci giorni per formulare obiezioni e controdeduzioni. Il 10 novembre  il Comune ha inviato un documento alla Sovraintendenza in cui si legge che “il Ponte del cielo non costituisce una barriera visiva al mare”. Il testo, firmato dal dirigente ai Lavori Pubblici Giuliano Rossi, prosegue ricordando che “questo nuovo percorso pedonale completa proprio la passeggiata che da corso Umberto conduce a largo Mediterraneo, consentendo un’inedita vista di questa parte della città dal mare”. E ancora: “la struttura è praticamente al livello della superficie dell’acqua e non costituisce reale impedimento al panorama percepibile dal monumento che si trova ad una quota di almeno 75 centimetri inferiore al pavimento di largo Mediterraneo”. Insomma, il Comune procede ad alta velocità per realizzare quest’opera e utilizzare il milione di euro stanziato dall’Europa, fondo comunitario che andrebbe perso in caso di mancata presentazione di progetto entro il 30 Dicembre 2015.

LA NAVE IN PIAZZA SALOTTO? PAROLA DI CASCELLA

Arriva così l’ultima (?) puntata della querelle che vede Comune e Regione da una parte e  oppositori di ogni fazione politica e non, compatti e uniti per dire no al Ponte del Cielo: l’assessore ai Lavori Pubblici, nonché vicesindaco, Enzo Del Vecchio ha  presentato venerdì scorso lo stralcio di una delibera di Giunta comunale del 30 Novembre 1984, insieme a una nota del 30 Settembre 1984 destinata all’allora sindaco di Pescara Alberto Casalini, firmata proprio da Pietro Cascella. Questi documenti rivelano che l’opera monumentale “La Nave” avrebbe dovuto avere tutt’altra locazione, destinata a una grande aiuola sulla destra di piazza Salotto.

La delibera di Giunta datata 30.11.1984
La delibera di Giunta datata 30.11.1984

 

La lettera autografa di Pietro Cascella al sindaco Casalini
La lettera autografa di Pietro Cascella al sindaco Casalini

Ponte o non ponte, questa diatriba sembra non avere fine. Tra lettere, dichiarazioni, note stampa e documenti, l’unica cosa che resta è la paura di un’ennesima occasione sprecata.


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