Via Raffaello, quei giardini (e orti) mancati


Pescara via Raffaello giardini orti comunitari

Vi è mai capitato di passare per via Raffaello e pensare “quanto verde sprecato”? Nel mare grigio di palazzi che si staglia presuntuoso all’orizzonte, tagliando inesorabilmente fuori dallo sguardo ogni accenno di natura, l’occhio cade nostalgico tra i tanti spazi verdi che punteggiano la strada per tutta la sua lunghezza: recintati, abbandonati, con l’erba alta che si muove leggera.

La presa di coscienza ambientalista degli ultimi anni ha costituito una svolta per la progettazione urbanistica della città; tuttavia sono ancora pochi gli sforzi compiuti in tale direzione. In un’ottica tesa a rendere Pescara una città innovativa e sostenibile, dunque, quei fazzoletti di terra offrono un grande potenziale: se venissero aperti e curati potrebbero regalare, ad esempio, momenti di relax ai tanti impiegati che di giorno popolano il quartiere, che pranzano di fretta curvi alle loro scrivanie tra una pratica e l’altra, con le scadenze che alitano sul collo. Riutilizzare quei terreni significherebbe creare punti di verde su una mappa quasi del tutto grigia, dando alle persone la possibilità di respirare un momento di tranquillità; donare uno spazio in cui bambini, adulti e cani possano evadere dalla routine quotidiana.

Si potrebbe addirittura dare vita a degli orti comunitari, un’immensa risorsa per i quartieri e ultima frontiera del vivere una dimensione cittadina più green e collettiva. Iniziative di questo genere si moltiplicano quotidianamente su tutto il territorio nazionale: ovunque si sta assistendo a una sorta di “guerrilla gardening” che mira a trasformare superfici inutilizzate in giardini comuni dove coltivare erbe aromatiche, ortaggi e piantine. Tali manifestazioni di orticoltura urbana favoriscono tra gli abitanti un’interazione sociale terapeutica, nonché l’acquisizione di competenze nuove e indispensabili, donando una dimensione fervente di vita e di movimento.

Dare uno scopo a terreni altrimenti lasciati all’incuria significherebbe creare non solo luoghi fisici funzionali, ma anche e soprattutto una realtà collettiva sana, creativa, aperta alle iniziative locali; Pescara ha le risorse per rappresentare un polo centrale di tale rinnovo, partendo proprio dagli spazi inutilizzati proprio di via Raffaello.


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