Raccolta di olive in suolo comunale


Piante di ulivo comunali

Una segnalazione al co­mando dei Vigili urbani. Dall’altro capo del telefono una persona molto informata che chiede di fare un sopralluogo, in una proprietà comunale dove qualcuno sta raccogliendo le olive. L’imbeccata è giusta.

La verifica degli agenti consente di sorprendere un pensionato 80enne (ex di­pendente comunale e pa­dre di un consigliere comunale) impegnato nella raccolte delle olive.

L’episodio si è verificato nei giorni scorsi, sulla statale sud di Tortoreto, nell’area ex agraria (di proprietà comunale) dove insistono decine di piante di ulivo.

Alle richieste degli agenti, il pensionato che era impegnato nel rituale della raccolta delle olive, ha sospeso subito l’opera­zione. Ha detto che non era a conoscenza del fatto che servissero delle autorizzazioni specifiche. Il quantitativo raccolto, poi su di­spo­sizione del sindaco Alessandra Richi, è stato trasportato in un vicino frantoio e l’olio prodotto sarà destinato a finalità benefiche.

Vicenda questa molto particolare nel suo sviluppo. Innanzitutto dal fatto che non è la prima volta (anzi, qualcuno dice che il rituale si ripete da anni), che persone non autorizzate, in passato, abbiano raccolto nel periodo autunnale le olive nell’area ex agraria che costeggia la Statale 16, praticamente a ridosso del­la sede municipale di­stac­cata nella sede dell’Arit.

Ora, evidentemente, qualcuno ben informato (stanco di questa situazione) ha deciso di chiedere l’inter­vento dei Vigili, che oltre a redigere un verbale sull’accaduto, anche consigliato all’amministrazione comunale di provvedere a recintare l’area. La vicenda ac­caduta qualche giorno fa, però, favorisce una riflessione più ampia. Senza con questo giustificare chi, nel­lo specifico, raccoglieva prodotti della terra (le oli­ve) di proprietà pubblica, va anche detto che in caso contrario, di sicuro, l’ente in maniera autonoma non lo avrebbe fatto e i chicchi sarebbero rimasti sugli alberi o al massimo caduti a terra.

Pare, inoltre, che il Comune sia proprietario anche di altre piante di uli­vo da olio in altre zone del territorio. Ebbene, l’episo­dio accaduto potrebbe an­che offrire lo spunto per disciplinare questo tipo di pratica.

Magari, per il futuro, prevedere un regolamento per la raccolte delle olive “pubbliche” e dirottare l’ olio prodotto nelle mense comunali. Fantasia? Forse. Ma una riflessione probabilmente va fatta.


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