Proger Chieti – Treviso : dura sconfitta tra le mura casalinghe


Proger - Treviso

Durissima sconfitta in casa per la Proger Chieti contro il Treviso Basket, squadra che, dopo il suo esordio in serie A1 e una carriera altalenante divisa tra A1 e A2, oggi porta a casa una serie di vittorie, acquisendo così il primo posto nella classifica provvisoria della Lega 2. Già alla vigilia dello scontro si percepiva la sua difficoltà con una squadra compatta e che gode di grandi giocatori, ma la Proger, nonostante ne sia uscita vinta, ha mostrato di tenerle testa, combattendo e sperando fino all’ultimo.

Nei primi tre quarti di gara i giocatori teatini hanno saputo difendere prontamente la loro situazione, cercando di essere sempre pronti e attenti ad ogni minima mossa dei loro avversari ed il terzo quarto (Proger 47 – Treviso 51), infatti, termina con pochissimi punti di distanza, grazie anche all’importante contributo dell’americano Ty Abbott con i suoi 23 punti.

Nell’ultimo quarto, invece, assistiamo ad una partita molto diversa da quella vista nei precedenti tempi, con prima un Davide Moretti che porta il Treviso a +9 e successivamente con Marshawn Powell con i suoi ulteriori 4 punti per la squadra trevigiana. La difesa e la speranza della Proger continuano, ma con diversi punti di svantaggio a pochissimo dalla fine e subito dopo l’uscita del nostro capitano, Luigi Sergio, per aver compiuto 5 falli, di cui l’ultimo tecnico secondo gli arbitri, Chieti si mostra nervosa, ma cerca lo stesso di combattere fino alla fine in un’atmosfera già tesa e dura.

La partita termina tra fischi e grida di polemiche dai tifosi con un 65 a 80 per la squadra trevigiana, portando quest’ultima a ben 16 punti nella classifica provissoria. La Proger Chieti resterà invece a 6 punti nella speranza di arrivare ad 8 nell’impegno casalingo con il Basket Recanati del prossimo 6 dicembre.

Successiva alla partita, il coach della Proger, Massimo Galli, difende giustamente i suoi giocatori, affermando che “quando le cose non vanno bene il nervosismo tante volte prevale su tutte le altre cose perché i giocatori sono uomini e hanno emozioni. Quando magari si vedono il loro sforzo vanificato da un paio di decisioni e dubbi, spesso sfociano in queste situazioni che dobbiamo assolutamente evitare perché le nostre energie devono essere focalizzate solo sulla partita e non farci condizionare su un fischio o meno”.

E ancora : “Le tre sconfitte in sette giorni in trasferta ha minato un po’ la fiducia nel gruppo e abbiamo qualche giocatore che non è al meglio della condizione, tipo Abbott che dopo i primi 2/4 eccellenti è calato un po’ di intensità e chiaramente deve ritrovare la condizione giusta. Poi anche il modo di giocare della squadra con Abbott è diverso, per cui dobbiamo ritrovare dei meccanismi, non dobbiamo dimenticare che l’obiettivo è quello di salvarsi e direi che la partita di domenica prossima ci dirà veramente se noi in questo campionato di Lega 2 abbiamo la possibilità di fare una parte importante”.

Mentre, d’altro canto, il coach di Treviso, Stefano Pillastrini, ammette, con moltà onestà, la difficoltà dello scontro con Chieti, riconoscendo “un’ottima Chieti che ci ha messo sempre in difficoltà con un gioco d’attacco pericoloso ed una difesa aggressiva, una difesa che ci ha cambiato tanto. Insomma abbiamo dovuto prendere le misure. Io credo che noi abbiamo fatto oggi una delle nostre migliori partite. Ma in realtà abbiamo sempre sentito il fiato di Chieti molto vicino. È stata una partita durissima”.

In campo con il Treviso anche Andrea Ancellotti, lo scorso anno giocatore della Proger Chieti, il quale prima della partita aveva dichiarato che “Domenica mi farà piacere tornare a Chieti dove lo scorso anno ho passato una bella stagione, saluterò tanta gente e un po’ di emozione ovviamente ci sarà. Ma quando inizia la partita io spengo tutto intorno a me e penso solo al gioco, sono certo sarà così anche domenica”, e subito dopo essa, “Sono stato qua un anno, è come se fosse la mia seconda casa e quindi ringrazio tutti anche per l’accoglienza quando sono arrivato”.

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