“Oltre ogni possibile limite”, l’omaggio di Ortona a Pier Paolo Pasolini


Pierpaolo Pasolini

In corso fino al 22 Febbraio ad Ortona un ciclo di conferenze di autori e scrittori del panorama letterario nazionale per ricordare la figura e l’opera di Pier Paolo Pasolini a 40 anni dalla sua prematura scomparsa. La manifestazione è organizzata dall’associazione culturale Gruppo 13-Lab e si terrà tutti i giorni a partire dalle ore 17 presso la sala Eden. Un omaggio doveroso, nelle parole degli organizzatori, “al più moderno tra gli autori moderni” che per la complessità dell’opera, l’eclettismo intellettuale e la vastissima produzione interartistica ben si presta ad una lettura integrata e multidisciplinare.

Il calendario degli interventi dunque ricco ed interessante.

Oggi, giovedi 18 ben tre gli ospiti previsti: Sonia Caporossi, scrittrice, poetessa e critico letterario, leggerà alcuni passi dal suo Opus Metachronicum mentre la saggista Antonella Pierangeli focalizzerà l’attenzione dei partecipanti sulla proposta etica pasoliniana dell’ “ambientalismo della memoria”. Per Pasolini l’intellettuale deve, attraverso la sua opera, interpretare, custodire e proteggere un paesaggio culturale e al tempo stesso mentale. Il paesaggio non è più soltanto un luogo fisico, un ambiente geografico e naturale ma soprattutto un ambiente storico e umano, da un lato un territorio composito e stratificato nel tempo dall’altro l’universo linguistico ed il patrimonio identitario ivi elaborato e trasmesso. A concludere il contributo del sociolinguista Daniel de Lucia che partendo dalle considerazioni di Erving Goffman sulla natura dello stigma e dell’identità negata analizzerà il tema dell’omosessualità in Pasolini attraverso una lettura tematica e stilistico/linguistica imprescindibile.

Venerdì 19 protagonista la produzione teatrale dell’autore con la partecipazione dell’attore e regista teatrale Antonio Tucci. Il focus su l’importanza del teatro nella produzione artistica di Pasolini, la sua poetica della rappresentazione scenica e la tendenza monologante della sua poesia, la convergenza delle due importanti presenze simboliche che lo segnano:  l’autenticità del corpo e la verità della parola.

I lavori si chiudono lunedì 22 con Andrea Di Berardino, ricercatore dell’Università di Roma Tre, il cui contributo “Ho fatto delle descrizioni: Pasolini recensore di Tempo” verterà sul volume semi-postumo e non molto conosciuto al grande pubblico, Descrizioni di descrizioni, titolo scelto dallo stesso autore e che raccoglie le recensioni pubblicate sul settimanle Tempo su vari argomenti, dal 1972 al 1975.


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