Alfano a Chieti presenta il suo libro contro la paura del terrorismo


Una fase del dibattito

Il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, su invito del Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, è intervenuto presso il teatro Marrucino di Chieti venerdì scorso, nel corso di un dibattito pubblico che ha visto gli interventi del professor Stefano Trinchese, direttore del Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali dell’Università G. d’Annunzio e del direttore del quotidiano “Il Centro”, Mauro Tedeschini, nel corso del dibattito il Ministro, ha presentato anche il suo ultimo libro “Chi ha paura non è libero. La nostra guerra contro il terrore”.

All’evento hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, parlamentari abruzzesi, forze dell’ordine, rappresentanti di associazioni e semplici cittadini.

Terrorismo internazionale, sicurezza pubblica e prevenzione, immigrazione e profughi, regime del terrore nei paesi in stato di guerra, cooperazione con gli altri stati europei in nome delle radici comuni, integrazione, lavoro delle forze dell’ordine: i temi principali sviluppati nel corso dell’incontro pubblico dal Ministro Alfano che ha reso noti cifre e dati riguardanti il flusso degli immigrati e la relativa ripartizione tra gli altri stati Ue.

A riguardo del terrorismo e dei flussi di migranti, il Ministro Alfano ha dichiarato: “Noi siamo di fronte alla più grave minaccia alla sicurezza del mondo dalla fine della seconda guerra mondiale. Nessuno Stato può dirsi a rischio zero. L’Italia ha fatto uno straordinario lavoro di prevenzione che, fin qui, lo ha reso un paese sicuro, un lavoro che non conosce sosta e speriamo dia sempre questi stessi risultati». Sull’innalzamento di barriere al Brennero, Alfano ha attaccato: “ Noi crediamo che sia una pia illusione innalzare barriere, il flusso dei migranti non può essere contenuto in un solo paese. Meglio attuare le decisioni già assunte che sono costruire centri di smistamento per distinguere i profughi dagli irregolari, ricollocare nei 28 paesi dell’Unione in modo equo i profughi e rimpatriare gli irregolari. Questa la strategia che è già stata decisa. L’Europa deve essere in grado di attuarla”.

La manifestazione ha dato al Ministro Alfano anche l’occasione per tornare a parlare delle unioni civili che ha commentato come una scelta di “buon senso”. “Si al riconoscimento civile alle coppie dello stesso sesso non equiparato però al matrimonio tra uomo e donna – ha sottolineato il Ministro – ma no alle adozioni che aprirebbero la strada all’utero in affitto che deve essere riconosciuto come reato universale”.

All’incontro è intervenuto anche il Sindaco DI Primio, che ha sottolineato come la cultura della comprensione dell’altro sembra essere prevaricata dagli appartenenti all’Islam estremo.

L’importante tema dell’ospitalità – ha detto il Sindaco – ci pone da amministratori il problema di gestire la sicurezza delle nostre comunità ed io chiedo chiarezza e garanzie a coloro i quali devono indicarci la strada. L’Italia non può essere lasciata sola dall’ Europa: siamo terra di passaggio e dobbiamo sopportare il carico di flussi immigratori fra i più importanti dal dopoguerra”.

In avvio di conclusione il Ministro Alfano ha ricordato che all’Europa spetta una missione fondamentale: difendere la pace e la libertà, conservando la propria identità per far sì che nel nostro continente continuino a svilupparsi la cultura, la pace e la prosperità.

 

 


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