Abruzzo primo in Italia contro dissesto idrogeologico


Sulla discarica Santa Lucia il Sottosegretario d'Abruzzo Mario Mazzocca chiarisce

La nostra Regione è prima in Italia per efficienza sugli interventi contro il dissesto idrogeologico.

“È la prova – commenta il Sottosegretario con deleghe ad Ambiente e Protezione Civile Mario Mazzocca – che il nostro impegno sta dando i suoi primi frutti: siamo la Regione più efficiente d’Italia per l’immediatezza e la congruità delle risposte alle diffuse criticità rilevate sul tema del dissesto idrogeologico”.

Un primato ottenuto grazie all’instancabile lavoro del Governatore Luciano D’Alfonso e del Sottosegretario Mazzocca, che, per conto della Regione, si è direttamente occupato delle fasi preparatorie ed attuative del programma straordinario “Italia Sicura”.

Mario Mazzocca, dissesto idrogeologico
Mario Mazzocca, dissesto idrogeologico

“Le variazioni e le mutevolezze del clima hanno forti ripercussioni sull’equilibrio e la coesione del suolo e determinano quei fenomeni collegati al dissesto idrogeologico che purtroppo interessano gran parte del nostro territorio” – spiega Mazzocca – “Problematiche, queste, esplose a causa di una cattiva gestione che si è protratta per troppi anni, con le conseguenze che noi tutti vediamo. Il lavoro finora svolto, dalla dettagliata e puntuale conoscenza dei fenomeni con  visite di sopralluogo in tutti i 216 Comuni abruzzesi colpiti da dissesto alla primogenitura della sfida raccolta dalla nostra regione per il fondamentale contributo dato alla ‘Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici’, fanno assurgere l’Abruzzo a vera e propria eccellenza. Il fatto, poi, di suscitare ripetutamente l’interesse della stampa nazionale e di essere citati spesso come esempio di ‘best practice’ nel panorama italiano della pubblica amministrazione, oltre a infondere in noi un certo sentimento di orgoglio, ci induce a proseguire speditamente sulla strada intrapresa”.

La notizia del primato abruzzese è su La Stampa di ieri, sabato 5 marzo 2016, dalla penna del giornalista Giuseppe Salvaggiulo.