L’Aquila, ricostruzione: le ditte non pagate fermano i cantieri, protesta


L'Aquila, ricostruzione

L’Aquila cantiere più grande d’Europa con molti problemi e tante società di costruzioni, le più piccole, che chiudono o con gli operai in cassa integrazione. Sono ditte che non riescono ad accedere agli appalti e quando ci riescono in subappalto  non vengono pagate , o pagate con ritardi insostenibili; così man mano i lavori sono ridotti al lumicino e spesso, i fondi bloccati come all’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc), dove  il titolare Paolo Esposito non ha ancora il potere di firma.  Sono moltissimi i problemi che attanagliano il settore delle costruzioni nel territorio del cratere, nell’area che più di ogni altra in Italia avrebbe dovuto dare sollievo d un’economia in generale stasi.

Così oggi pomeriggio i titolari di queste imprese hanno voluto manifestare ancora una volta tutta la loro rabbia e lo hanno fatto nell’aula del consiglio comunale chiedendo di porre fine a questa situazione modificando anche il decreto Enti territoriali entrato in vigore ad agosto 2015, la norma che ha introdotto all’articolo 11 nuove regole della ricostruzione, che mostrano però dal loro punto di vista evidenti limiti. L’occasione è stata offerta da una convocazione in seduta aperta della quinta Commissione Garanzia e controllo del Comune dell’Aquila, al termine della quale si è deciso di elaborare, lunedì 14 marzo nella sede dell’Ance, con tutte le associazioni di categoria, proposte di modifica dell’articolo 11 del decreto, che poi saranno adottate da tutti Consigli comunali del cratere, e infine portate sui tavoli romani per chiedere un emendamento in Parlamento. In aula oggi, in rappresentanza delle ditte subappaltatrici, erano presenti Nino Bruno della Libera cooperativa di garanzia, Carlo Saggese della Fenailp, associazione di categoria di artigiani e liberi professionisti, Pierluigi Arduini, segretario di Confartigianato Imprese L’Aquila, Massimiliano Mari Fiamma direttore generale Apindustria. Tra i problemi evidenziati la non  certezza del pagamento per i subappaltatori perché le ditte appaltatrici possono ancora presentare la richiesta di pagamento dello stato di avanzamento lavori allegando la certificazione di avvenuto pagamento dei subappaltatori. Anche se questo non è avvenuto.

“Noi avevamo chiesto, non ascoltati, – dicono i rappresentanti delle imprese –  che le ditte fossero obbligate a presentare non l’auto-certificazione, ma il bonifico e quietanza dell’avvenuto pagamento. O che il pagamento dei subappaltatori avvenisse in separata sede, direttamente da parte del Comune passando per le ditte. Inoltre – continuano – i subappalti si stanno riducendo al lumicino, prima la ditta appaltante poteva  affidare all’esterno il 30 per cento delle opere, e da questa quota restavano fuori le opere specialistiche, come la pittura, gli impianti elettrici, le varie finiture non edili, che erano gli ambiti dove lavorano principalmente le piccole ditte aquilane, ora dentro il 30 per cento è ricompreso tutto, quindi i gli appaltatori fanno quasi tutto in house, o anche assumendo a tempo determinato un addetto esterno, giusto il tempo per fare il lavoro”.protesta cantieri L'Aquila

Poi il problema dei problemi, cioè il blocco di circa 9 milioni di euro per pagare le ditte impegnate nei cantieri e dare il definitivo via libera a progetti di ricostruzione dal valore di 20 milioni.della ricostruzione nei comuni del cratere perché Esposito, il titolare dell’Ufficio Speciale, non riceve ancora l’ufficialità della Corte dei Conti al rinnovo della nomina firmata dal sottosegretario Claudio De Vincenti. In aula consiliare c’erano operai di ditte che soprattutto a San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila), dove il Comune non ha più fondi in cassa, sono state costrette a interrompere i lavori. Non è la prima volta che le ditte impegnar snella ricostruzione sono costrette a protestare per ottenere il pagamento dei lavori effettuati, così va nel cantiere più grande d’Europa!