L’Aquila, è il giorno del dolore


Piazza Duomo L'Aquila

Manca poco ormai. Ore e minuti per tornare a vivere tutti insieme il dolore di quella notte, la notte tra il 5 e 6 aprile 2009 che ha segnato la linea di confine. Quella oltre la quale la città e il suo territorio e altri 56 comuni abruzzesi con tutti i loro abitanti hanno dovuto ripensare e riprogettare la loro storia, cambiare direzione e lasciare da parte pensieri e progetti fatti prima delle 3.32 di quella maledetta notte. Il terremoto d’altronde è così, quando avviene e in un modo tanto violento come è accaduto qui, portandosi via 309 vite e tanta distruzione, segna un ante e un post. Non a caso le genti di qui si raccontano e raccontano le loro personali storie, tenendo sempre presente il prima e il dopo ed è proprio questo quello che ci fa andare avanti il ricordo del prima e la speranza del dopo. Di un futuro in cui noi “terremotati” potremmo di nuovo ritrovarci per ritornare a vivere i nostri centri storici, i luoghi dove siamo cresciuti e che abbiamo visto sbriciolarsi in una manciata di secondi. Ecco credo che stasera il senso della fiaccolata che tornerà a percorrere per la settima volta le vie del dolore sia proprio questo: il ricordo innanzitutto, ma anche la speranza che, nonostante tutto, ancora c’è nell’animo di chi è rimasto e continua a vivere e a combattere per ritrovare una sua normale quotidianità.

Così stasera la città tornerà  a stringersi intorno ad un momento che è diventato un simbolo per tutti, l’unico modo per esprimere e far uscire ancora una volta tutto il dolore; quel dolore che normalmente i più tengono per se stessi ma che diventa nella condivisione collettiva forte speranza, per dare forza ai familiari delle vittime. Si tornerà in piazza Duomo ad ascoltare i 309 rintocchi di campana e i 309 nomi, si seguirà la solenne messa; insieme con gli aquilani ci saranno i familiari di tante vittime delle calamità naturali italiane per molti stragi di Stato e per le quali si continua chiedere giustizia; come si continua a chiedere giustizia per i morti di questa terra il cui grido di dolore tornerà a levarsi stanotte e si era già alzato il 30 marzo scorso durante la manifestazione voluta dai parenti di quei martiri. Saranno chiamati ad ascoltare tutto questo, le mille sfaccettature di un dolore collettivo, le istituzioni cittadine e regionali che parteciperanno : il Sindaco Massimo Cialente e il Presidente della regione Luciano D’Alfonso; sarà chiamato ad ascoltare il Governo presente con il sottosegretario Claudio De Vincenti. Lo Stato attraverso il suo Presidente, Sergio Mattarella, lo ha già fatto esprimendola sua vicinanza alle popolazioni e assistendo al concerto di domenica scorsa al Quirinale dei Solisti Aquilani.


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