Emozioni e grandi firme alla XIV edizione del Premio Prisco


Di Francesco, durante la premiazione

Grande partecipazione al teatro Marrucino di Chieti per la XIV edizione del premio Prisco alla lealtà, alla correttezza e alla simpatia sportiva.

Alla cerimonia sono intervenuti oltre al sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, numerose autorità civili e militari.
Quest’anno la giuria, presieduta da Sergio Zavoli, era composta da Italo Cucci, Gianni Mura, Gianpaolo Ormezzano, Marco Civoli, Franco Zappacosta, Ilaria D’Amico e coordinata dall’imprenditore del vino Marcello Zaccagnini, presidente del comitato organizzatore. Hanno deciso di conferire il premio all’allenatore pescarese del Sassuolo Eusebio Di Francesco; al presidente del Cagliari Tommaso Giuliani e a Lorenzo Insigne, calciatore del Napoli, assente alla manifestazione per impegni di campionato. Mentre il premio giornalistico Nando Martellini, giunto alla 12° edizione quest’anno, è andata ad una donna giornalista Emanuela Audisio, della Repubblica; il premio Ussi è andato al giornalista della Rai, Ciro Venerato, mentre il Premio speciale della Giuria è stato conferito a GianMarco Moratti.

Molto emozionato il mister del Sassuolo Di Francesco, che durante la premiazione ha dichiarato: «Devo dire che di premi ne ho ricevuti altri, ma questo lo accetto veramente molto volentieri. Le critiche ricevute quando allenavo in Abruzzo? Le critiche fanno parte del percorso di ogni uomo, di ogni persona, in ogni ambito lavorativo, poi le critiche fanno sempre crescere, ovviamente se fatte con rispetto ed educazione. Adesso sono su una bella panchina, quella del Sassuolo, in serie A ci sono 20 panchine per 20 allenatori ed io sono uno di questi fortunati, poi ho un contratto che ho intenzione di rispettare con una società che ha grandi ambizioni ed ha un progetto. Più che il blasone, mi interessa guardare una società che ha un’idea da portare avanti ed il Sassuolo in questo è una delle prime in Italia».
E, sulla figura di Peppino Prisco, Di Francesco racconta: «Ricordo che nelle trasmissioni televisive era la persona che tirava fuori il sorriso a tutti, era una bella persona ed un bell’esempio di calcio per me e per il nostro ambiente. Non è giusto fare catastrofi quando si perde una partita, l’allenatore ha il compito di guardare la prestazione e gli atteggiamenti dei calciatori, quando ci sono questi due elementi si può vincere o si può perdere ma si può andare lontano».

Oltre a Di Francesco, il Premio Prisco è stato attribuito al Presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, che sul Premio Prisco afferma: «Per me ricevere questo Premio è una ragione di onore perché per anni lo ho avuto seduto dietro di me in tribuna a San Siro ed ho potuto capire molto del personaggio, avevo avuto la fortuna di conoscerlo personalmente, quindi per me oggi è veramente una grande emozione ritirare questo Premio intitolato alla sua memoria».

Il premio Ussi quest’anno, è andato al collega di Rai tre Ciro Venerato, che ha dichiarato: «Sono particolarmente contento perché è un premio importante, Prisco poi io l’ho conosciuto quando facevo l’inviato a Roma e Milano e ricordo che c’era questa simpatia innata perché entrambi siamo vesuviani: la famiglia Prisco è originaria di Torre Annunziata, io sono nato a Torre del Greco, 2 km di distanza e lo vedevo ogni tanto fare il verso al napoletano perché aveva questi comuni natali con il sottoscritto. Questo premio quindi lo prendo con particolare affetto perché ho avuto l’onore di conoscere gli ultimi anni del suo percorso di vita. Prisco è veramente stata una di quelle persone che ti restano dentro perché era una persona carismatica, brillante. Insomma, una bella persona».


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