Abruzzo, agricoltura in ginocchio. Maggiori danni nell’aquilano


Maltempo all'Aquila

Le aziende agricole della regione hanno richiamato l’attenzione sui danni ingentissimi che il freddo e il gelo di questi giorni hanno provocato sulle culture abruzzesi con oltre 20 milioni di euro di perdite per il solo comparto vitivinicolo.

Torneranno a riunirsi il 4 maggio prossimo le aziende agricole abruzzesi (oltre cento erano aquilane) che hanno partecipato nel castello di Capestrano all’incontro promosso da Coldiretti sulle conseguenze dalla gelata, verificatasi la notte dello scorso 25 aprile, che ha provocato danni soprattutto ai vigneti della zona interna. I danni alle viti sono stati infatti pesantissimi, come è stato sottolineato più volte nel corso dell’incontro a cui hanno partecipato l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe, il presidente della terza commissione consiliare Lorenzo Berardinetti e numerosi sindaci locali tra cui quello di Capestrano Antonio D’Alfonso, danni che incideranno per l’80 % sulla produzione e che incidono su una filiera dall’importanza strategica per l’economia regionale e della Valle del Tirino, storicamente considerata culla della viticoltura abruzzese in cui “la qualità delle produzioni convive con un territorio dalle particolarissime caratteristiche ambientali”.

“Un territorio incredibile, capace di produrre eccellenze estreme che, come in questo caso, si scontrano però con  condizioni ambientali altrettanto estreme – evidenzia il direttore regionale di Coldiretti Abruzzo Giulio Federici, ricordando che in provincia di L’Aquila si concentra l’1% della produzione vitivinicola che corrisponde, però, ad un valore altissimo pari ad oltre 25milioni di euro  – la gelata della scorsa notte ha messo a dura prova la produzione vitivinicola determinando un danno importantissimo. Ma il mondo rurale sta già reagendo – aggiunge Federici –  i produttori stanno mettendo in atto da un punto di vista agronomico quanto necessario per permettere di fronteggiare l’emergenza, di consentire alla pianta di ripartire, di recuperare seppure in parte la produzione perduta e di non compromettere la prossima annata”.

Oltre al settore della viticoltura il clima freddo arrivato dopo giorni di alta pressione ha compromesso anche altri settori,  dalla cerealicoltura all’orticoltura passando anche per l’allevamento, altre grandi risorse dell’economia aquilana, fino ad arrivare a tutte le eccellenze della ricca biodiversità di un territorio in gran parte ricadente nei Parchi.

“Una situazione molto difficile – ha evidenziato il direttore di Coldiretti L’Aquila Massimiliano Volpone – ma  che non deve farci mollare.. Questi momenti di criticità devono essere impulso per il rilancio del territorio in linea con le esigenze delle imprese. Apprezziamo la tempestività con cui le diverse amministrazioni, con particolare riferimento a quelle regionali, stanno testimoniando la gravità della situazione e crediamo in un percorso di lavoro condiviso per trovare delle soluzioni che possano poter fronteggiare l’enorme disagio”.


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