Le futuriste, presentazione all’Accademia di Belle Arti


Le futuriste

Il futurismo visto e, soprattutto, fatto dalle donne che affiancarono i promotori della corrente italiana del Novecento

Si parlerà di questo nella conferenza che ospita l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila dal titolo “Le futuriste – Valentine de Saint Point e Benedetta Cappa Marinetti: due pensieri, due poetiche, due immagini” di Paola Cialfi con la partecipazione di MardinNazad, Micaela Mercuri, Rosa Fanale e Giulio Votta, organizzata dall’Associazione Teatrando e… in collaborazione con la Scuola di Scenografia dell’Accademia aquilana.

L’appuntamento è per domani mercoledì 4 maggio alle ore 11 presso l’Accademia di Belle Arti a L’Aquila (Via Leonardo da Vinci) con interventi di: Domenico Cialfi, filosofo, studioso del Futurismo; Antonio Gasbarrini, critico d’arte, studioso del Futurismo; Marcello Gallucci, storico del teatro. L’incontro vuole essere un’interrogazione sull’attualità e la storia del Futurismo a partire dai rapporti tra le esponenti del movimento e la danza, basato su materiali originali elaborati a cura di Paola Cialfi che mette a confronto le due artiste, Valentine De Saint Point e Benedetta Cappa Marinetti,  che in epoche diverse cercarono di affermare le loro personalità, differenti tra di loro ma con comune denominatore quello di cercare di affermarsi come artiste  senza l’obbligo di avere con loro la figura di un uomo. Prende spunto da questa considerazione la performance che la regista  Paola Cialfi sta elaborando con i sui collaboratori e che si svolgerà nei prossimi giorni. “Attraverso recitazione musica, e danza, quindi un uso più totale del teatro come appunto auspicavano i futuristi e senza divisioni di arti, – spiega Cialfi – in questo excursus si parte dal futurismo per poi arrivare con i Neo futuristi che inneggiano alla libertà, al ’68 con i moti rivoluzionari degli studenti. Un salto temporale enorme perché penso che i futuristi per l’Italia furono un inno alla libertà ed alla rivoluzione artistica ed il ’68 è stato forse l’ultimo sussulto che ha inneggiato anch’esso alla libertà sia artistica che sociale”.


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