Il passaggio della carovana rosa all’Aquila raccontata da una giornalista aquilana, Angela Ciano che, il Giro d’Italia, l’ha vissuto con l’emozione negli occhi e il sorriso nel cuore.
Il passaggio del Giro d’Italia all’Aquila può aver dato noia a molti, ma non ai più. Scuole chiuse, strade principali chiuse! Che per una città che da dopo il sisma si è spalmata su un’area triplicata rispetto a prima e con due o tre strade di collegamento, significa il caos totale. Si presumevano ingorghi e confusione, invece la situazione è stata più o meno sotto controllo e la giornata è stata una festa per tutti. Soprattutto per i tantissimi che si sono assiepati lungo tutto il tragitto cittadino del giro. Infatti ad ogni slargo, crocicchio e lungo le vie principali della città si sono riversate le persone che hanno potuto chiudere “bottega”, evitando così di restare incastrati dalla chiusura delle strade, e godersi la festa assistendo alla gara. Certo a rendere gioiosa la mattinata è stata soprattutto la chiusura delle scuole, quanto mai opportuna visto che la tappa passava proprio lungo la strada dove si riversano gli studenti aquilani e proprio nell’ora di uscita, che ha permesso a molti di andare ad assistere al passaggio dei girini. Anche io ho lasciato per un momento i miei impegni lavorativi ed insieme a mia figlia e alla sua amica siamo andate a vedere il Giro, cha tra l’altro passava vicino casa! Ed è stato bello….intorno a noi la persone erano felici e sorridenti e c’era un clima di gioiosa attesa che non vedevo da molto tempo sulle facce dei miei concittadini sempre alle prese con i problemi e le tristezze di una città ferita in maniera indelebile il 6 aprile 2009.
Così ho deciso di godermi fino in fondo quel momento assaporando l’aria e il vento, le poche gocce cadute mentre attendevamo il passaggio dei girini e poi gli applausi forti scroscianti al loro correre su modernissime e futuristiche biciclette; il rumore particolare ed inconfondibile delle stesse lanciate ad alta velocità, i colori e le tante sfumature delle divise dei ciclisti. Ho anche pensato che quella sensazione di festa e gioia l’avevo iniziata a percepire già dalla mattina alle nove quando sono uscita per un appuntamento di lavoro ed ho notato come stranamente, per essere un venerdì, la città era calma e con traffico praticamente assente. Ecco le persone si sono organizzate e chi è dovuto uscire l’ha fatto in modo da non creare e crearsi problemi. I più sono rimasti a casa a godersi una mezza giornata di inaspettata festa. Ho atteso e guardato con la gioia negli occhi questa settima tappa del Giro d’Italia tornata ad attraversare le nostre strade, ma la gioia più bella è stata guardare la felicità di un gruppo di ragazzi diversamente abili che applaudivano, incitavano, urlavano il loro affetto ai ciclisti in passaggio. Al di là di chi ha vinto o ha perso, chi detiene la maglia rosa e chi si è fatto male magari mettendo la parola fine sulla sua gara, quelle reazioni mi hanno fatto capire quanto può far bene all’anima anche solo guardare dal vivo il Giro d’Italia.




