L’Aquila, passa il Giro d’Italia ed è subito festa


Il giro d'Italia in passaggio sulla statale 17 all'Aquila

Il passaggio della carovana rosa all’Aquila raccontata da una giornalista aquilana, Angela Ciano che, il Giro d’Italia, l’ha vissuto con l’emozione negli occhi e il sorriso nel cuore.

Il passaggio del Giro d’Italia all’Aquila può aver dato noia a molti, ma non ai più. Scuole chiuse, strade principali chiuse! Che per una città che da dopo il sisma si è spalmata su un’area triplicata rispetto a prima e con due o tre strade di collegamento, significa il caos totale. Si presumevano ingorghi e confusione, invece la situazione è stata più o meno sotto controllo e la giornata è stata una festa per tutti. Soprattutto per i tantissimi che si sono assiepati lungo tutto il tragitto cittadino del giro. Infatti ad ogni slargo, crocicchio e lungo le vie principali della città si sono riversate le persone che hanno potuto chiudere “bottega”, evitando così di restare incastrati dalla chiusura delle strade, e godersi la festa assistendo alla gara. Certo a rendere gioiosa la mattinata è stata soprattutto la chiusura delle scuole, quanto mai opportuna visto che la tappa passava proprio lungo la strada dove si riversano gli studenti aquilani e proprio nell’ora di uscita, che ha permesso a molti di andare ad assistere al passaggio dei girini. Anche io ho lasciato per un momento i miei impegni lavorativi ed insieme a mia figlia e alla sua amica siamo andate a vedere il Giro, cha tra l’altro passava vicino casa! Ed è stato bello….intorno a noi la persone erano felici e sorridenti e c’era un clima di gioiosa attesa che non vedevo da molto tempo sulle facce dei miei concittadini sempre alle prese con i problemi e le tristezze di una città ferita in maniera indelebile il 6 aprile 2009.

Così ho deciso di godermi fino in fondo quel momento assaporando l’aria e il vento, le poche gocce cadute mentre attendevamo il passaggio dei girini e poi gli applausi forti scroscianti al loro correre su modernissime e futuristiche biciclette; il rumore particolare ed inconfondibile delle stesse lanciate ad alta velocità, i colori e le tante sfumature delle divise dei ciclisti. Ho anche pensato che quella sensazione di festa e gioia l’avevo iniziata a percepire già dalla mattina alle nove quando sono uscita per un appuntamento di lavoro ed ho notato come stranamente, per essere un venerdì, la città era calma  e con traffico praticamente assente. Ecco le persone si sono organizzate e chi è dovuto uscire l’ha fatto in modo da non creare e crearsi problemi. I più sono rimasti a casa a godersi una mezza giornata di inaspettata festa. Ho atteso e guardato con la gioia negli occhi questa settima tappa del Giro d’Italia tornata ad attraversare le nostre strade, ma la gioia più bella è stata guardare la felicità di un gruppo di ragazzi diversamente abili che applaudivano, incitavano, urlavano il loro affetto ai ciclisti in passaggio. Al di là di chi ha vinto o ha perso, chi detiene la maglia rosa e chi si è fatto male magari mettendo la parola fine sulla sua gara, quelle reazioni mi hanno fatto capire quanto può far bene all’anima anche solo guardare dal vivo il Giro d’Italia.


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