E’ morto Pluto, “ju cane” simbolo dell’Aquila che resiste


Pluto

Si chiamava Pluto e all’Aquila lo conoscevano tutti, aquilani e non.

E’ diventato famoso dopo la terribile notte del 6 aprile 2009, in una città diventata da un momento all’altro vuota e silenziosa lui ha continuato a viverci. Certo direte, un cane randagio cosa poteva fare? E’ vero, Pluto era uno dei tanti cani randagi della città che viveva il randagismo come un problema serissimo, poi d’improvviso è diventato la vera sentinella di quella città fantasma, il problema che rappresentava d’improvviso non esisteva più e per gli umani che avevano vissuto in quella città  fino alle 3.32 della notte del terremoto le cose da affrontare erano altre e ben più gravi. Da un giorno all’altro  tutti, aquilani e non, abbiamo iniziato a guardare e sentire questo animale come uno di noi, come uno che era rimasto nonostante tutto, soffrendo la fame soprattutto i primi periodi; poi piano piano la città ha iniziato rianimarsi ed anche lui è tornato quello di prima.Pluto in Piazza Duomo

Pluto ha vissuto tutti i  momenti di questi ultimi terribili sette anni dell’Aquila, si direbbe, in “prima persona”. C’era sempre, l’ultima volta martedì scorso, ha accompagnato il Primo Ministro Matteo Renzi in visita ufficiale, lui il vero sindaco, come lo abbiamo sempre chiamato tutti, ha partecipato a tutto quello che accadeva celebrazioni, manifestazioni di protesta, di gioia, di festa, di ritorni e di partenze; in una città non città lui era diventato, suo malgrado, il simbolo di una comunità che resiste.

Forse per questo oggi L’Aquila lo ricorda, lo commemora e lo piange come se fosse andata via una persona, un benefattore. Sui social è tutto un susseguirsi di foto che lo ritraggono in tutte le occasioni ufficiali e non, insieme ai cittadini alle manifestazioni del movimento delle carriole, in mezzo alle macerie, il suo muso triste e un po’ indeciso come di chi pensa che in fondo gli umani sono una specie ben strana, c’è sempre. Per questo oggi c’è anche chi, come l’associazione Jemo ‘nanzi, chiede un monumento in suo onore come simbolo di quell’aquilanità che resiste e che è il filo conduttore di un territorio che rinasce, quell’aquilanità che in un primo momento in molti abbiamo dimenticato. Lui no, per un istintivo senso di appartenenza, Pluto il cane randagio non ha mai dimenticato il suo luogo, per questo è il più aquilano di ognuno di noi.Pluto tra le macerie dell'Aquila