Il 2 di picche, spettacolo per i detenuti il 31 maggio


Casa circondariale di Pescara

Martedì 31 maggio presso la Casa Circondariale di Pescara, il progetto “Libera-mente”, calerà il sipario. La performance, giunta alla sua sesta edizione, è patrocinata dal Comune, in sinergia con l’istituto, l’associazione Ad hoc onlus e il liceo statale delle Scienze Umane Marconi.

Andrà in scena il 31 maggio l’evento di chiusura del progetto “Libera-mente”, che si terrà durante la mattina in due distinti spettacoli, uno per i detenuti, l’altro aperto alla comunità.

“Lo spettacolo è segno del fatto che la Costituzione è importante per garantire la finalità rieducativa del carcere – dice il sindaco di Pescara Marco Alessandrini –  perché accada ci vuole buona volontà e un progetto valido. Doti che non mancano ai soggetti che stanno dietro Liberamente, donne e uomini della comunità che da anni organizzano il teatro dentro e fuori dalle sbarre del carcere. Lo fa il direttore Pettinelli, che in tal senso ha una storia di esperienze importanti dal passato a oggi. Quanto al teatro, il titolo, Il due di picche, è simbolico: non è la carta più amata del mazzo, però è indispensabile per giocare, credo che il messaggio sia rilevante perché mette insieme la manifestazione rieducativa e la finalità di socializzazione. E’ un palcoscenico interessante per l’Amministrazione, da cui arrivano finalità che sentiamo molto prossime e cui esprimiamo il massimo apprezzamento”.

“In carcere teniamo molto al teatro – aggiunge il direttore della casa circondariale di Pescara Franco Pettinelli – è un particolare tipo di laboratorio quello che nasce dal progetto che propone uno spettacolo che è uno psicodramma, che ci consente di lavorare con la persona del detenuto e il suo reinserimento sociale. Un’opera che portiamo avanti da tempo e per questo ringrazio l’associazione perché lo fa liberamente e gratuitamente. E’ di buon auspicio perché negli anni passati ogni volta che abbiamo portato avanti questa iniziativa i detenuti hanno avuto un percorso di reinserimento più agevole. Ringrazio le ragazze del liceo Marconi che con grande disponibilità sono entrate nell’istituto e hanno lavorato con i nostri attori. Ci saranno due spettacoli nella stessa giornata, uno per detenuti e uno per la comunità esterna, lo facciamo per far vedere in che modo portiamo avanti il nostro discorso di rieducazione sociale”.

“Una strada aperta da tempo – dice Manuela Tabassi dell’associazione Ad Hoc Onlus che organizza lo spettacolo dal 2011 – l’ottica è quella dell’apertura mentale attraverso la scuola, che ringraziamo per l’apporto che ha dato. L’apertura mentale è importante perché se non sai qual è la tua strada fai fatica a inserirti in un contesto sociale, o a tornarci dopo l’esperienza del carcere. Noi cerchiamo di spostare lo sguardo, è un lavoro necessario per reinserirsi nella realtà. Ringraziamo l’Amministrazione anche per la visibilità che viene data a questo lavoro silenzioso e gratuito che facciamo”.

“Abbiamo iniziato cinque anni fa questo percorso – dice la professoressa Maria Di Dedda del liceo delle Scienze Umane Marconi – si sono avvicendati tanti ragazzi che ne hanno tratto una grande esperienza formativa. L’obiettivo è partire dalla cultura e poi trasferirla nel territorio. E’ necessario superare questi luoghi comuni e andare avanti, una via che consente di conoscere se stessi attraverso gli altri. Il risultato credo che lo abbiamo ottenuto: restituire e dare alla società attraverso un percorso di educazione e formazione o rieducazione. Una sinergia nata per questo che ha portato le ragazze nell’istituto e che porterà i detenuti a scuola a raccontarne gli effetti”.