L’Aquila, il terremoto non ha ridotto la popolazione


Fontana luminosa L'Aquila

Il sisma non ha piegato il popolo aquilano, forte e gentile per natura. L’esodo che solitamente si accompagna alle calamità naturali, nel territorio del cratere non c’è stato.

Il caso più eclatante nel post terremoto è quello del Comune di Scoppito, dove il numero di abitanti  è praticamente raddoppiato tra residenti e non residenti, che però hanno scelto di trasferirsi momentaneamente in questo comune.

Unknown Ma anche gli altri centri limitrofi all’Aquila hanno visto crescere la loro popolazione a seguito del riposizionamento delle persone dopo il sisma del 2009. Quel  terribile evento, infatti, non ha fatto diminuire la densità demografica del territorio, ma ha spostato e cambiato radicalmente e avvolte per sempre i luoghi di residenza all’interno della zona aquilana. Una vera e propria rivoluzione a livello urbanistico che ha spostato indietro di molti anni la storia. Se infatti la città capoluogo pre sisma era il centro catalizzatore delle attività e degli impegni della popolazione anche del circondario, oggi non essendo ancora tornata alla vita, L’Aquila ha perso il suo ruolo di attrattore ed è tornata ad essere città territorio perdendo così molti abitanti. a questo fenomeno si contrappone il fatto che il territorio della città si dilatata dismisura in questi sette anni post sisma, tanto che sono diversi i comuni dell’aquilano che hanno visto incrementare la loro popolazione dopo il terremoto del 2009.

Il 1° gennaio 2009 L’Aquila contava 72.988 residenti. Nel novembre 2015, invece, il numero si attestava sui 69.797. Ben 3.191 abitanti in meno, ma considerando quanto accaduto non è une tao catastrofico. Interessante rilevare poi che al 1 gennaio 2012 L’Aquila contava 66.905 abitanti e che, di conseguenza, negli ultimi 3 anni l’andamento demografico è in positivo.

Invece è facilmente riscontrabile, senza bisogno di dati, l’aumento demografico in alcuni comuni come Scoppito, Pizzoli e Tornimparte. Scoppito, come si diceva, è passato dai 3126 del 2009 ai 3722 del novembre 2015, dati Istat; Pizzoli dai 3583 ai 4285; Tornimparte dai 3002 ai 3187.

Questi tre comuni insieme, dunque, registrano 1483 residenti in più, molti dei quali si sono trasferiti proprio dal comune capoluogo. Sull’altro versante quello est: a Poggio Picenze si è passati dai 1066 del 1° gennaio 2009 ai 1134 del novembre 2015; a Fossa da 701 a 717; a S. Demetrio da 1834 a 1856, sempre tenendo conto dei dati Istat. In linea di massima, dunque, contrariamente ad alcune previsioni nefaste che giravano nei mesi successivi al terremoto, l’esodo che solitamente si accompagna alle calamità naturali, nel territorio del cratere non c’è stato, ma i dati non tengono conto però dei tanti che pur continuando a mantenere la residenza in questa zona, anche per avere il diritto alla ricostruzione della propria casa, hanno però deciso di rifarsi una vita fuori dalla loro città d’origine e quest’ultimo dato purtroppo non può avere la precisione dei numeri.