Ristrutturato e inaugurato il trabocco che piacque a D’Annunzio


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di Marco Bruno

La notte tra il 26 e il 27 luglio del 2014 un’impetuosa mareggiata ha investito la costa di San Vito Chietino. A fare le spese di quella tremenda nottata è stato il trabocco Turchino, in località Portelle, reso celebre dal romanzo di Gabriele D’Annunzio “Il trionfo della morte”.

La descrizione che ne fa il Vate tra le sue pagine è straordinariamente suggestiva: “La macchina pareva vivere d’una vita propria, avere un’aria e una effigie di corpo animato. Il legno esposto per anni e anni al sole, alla pioggia, alla raffica, mostrava tutte le fibre, metteva fuori tutte le sue asprezze e tutti i suoi nocchi, rivelava tutte le particolarità resistenti della sua struttura, si sfaldava, si consumava …” (Fonte: “Terra e cuore d’Abruzzo e Molise”, articolo di Franca Nocera). Costruita nel 1860, questa particolare palafitta può essere annoverata tra le più vecchie del litorale teatino. In passato, inoltre, aveva già beneficiato di numerosi lavori di restauro. Purtroppo, come si diceva, l’imponente macchina da pesca si è arresa infine alla furia della natura, piegandosi alla violenza delle onde. Tuttavia, una struttura tanto importante dal punto di vista turistico e culturale non poteva rimanere a lungo in simili condizioni, divorata da quel mare che per tanto tempo le era stato amico.

A circa due anni dal cedimento, dunque, è stata completata l’opera di riedificazione al costo complessivo di 185.000 euro, anche grazie al contributo della Regione Abruzzo. Un’azienda specializzata, la Mari Ter di Ortona, ha eseguito i lavori in soli cinque mesi, mentre il progetto di recupero della fisionomia originaria è stato ideato dall’architetto Anna Colaciocco. Lo scorso 4 giugno è avvenuta l’inaugurazione, con gli interventi del sindaco di San Vito Rocco Catenaro, di Mario Cimino dell’università “G. D’Annunzio” e con le letture dell’attore Domenico Galasso. Il “nuovo” trabocco, silenzioso, accoglie di nuovo le onde dell’Adriatico, in compagnia di qualche scoglio e della costa verdeggiante. Speriamo che il mare, in futuro, sarà più clemente nei suoi confronti e si limiti a lambirlo con benevolenza.