Licenziati i dipendenti della Comunità Montana Montagna di L’Aquila


Simone Tempesta

Il Commissario Liquidatore della Comunità Montana Montagna di L’Aquila licenza in tronco i tre dipendenti dell’ente.

Con una sconvolgente missiva, datata 28 giugno 2016 annuncia la cessazione dal servizio a far data dal 1° luglio 2016 ai lavoratori assunti a tempo indeterminato da circa 6 anni.

“L’atto con cui si comunica ai dipendenti – la cessazione dal servizio, ritenuto illegittimo, appare altresì sprezzante e sfrontato non solo nei confronti dei lavoratori i quali si sono visti recapitare la lettera di interruzione del loro rapporto di lavoro solo 3 giorni prima e quindi senza il dovuto preavviso previsto contrattualmente, ma anche verso tutti gli utenti che fruivano dei servizi erogati da i servitori dello stato licenziati” E’ questo il commento di Simone Tempesta segretario provinciale Uil Flp che continua ” Va messo in risalto, infatti, che 2 lavoratori esonerati dal servizio erano assistenti sociali con contratto a tempo indeterminato part time, e che svolgevano la loro opera in favore di 12 comuni del circondario: Barete, Cagnano, Campotosto, Capitignano, Fossa, Lucoli, Montereale, Ocre, Pizzoli, Sant’Eusanio, Scoppito, Tornimparte, Villa Sant’Angelo per un totale di 20330 abitanti distribuiti su una superficie di 607 Km quadrati.

Lo sportello era aperto dalle ore 8.10 alle ore 13.40 e si occupava di pratiche di invalidità, disagio sociale, incontri scuola famiglia con gli istituti comprensivi ed i distretti sanitari per creare una rete sociosanitaria” Insomma un’assistenza indispensabile per  125 utenti tra cui molti anziani e minori  con disagio psicosociale   approntando progetti di inclusione sociale, seguivano minori per conto del tribunale e della procura, si occupavano di utenti in terapia psicologica,  del progetto Home Care Premium e di pratiche di affido famigliare o di richieste di amministratore di sostegno. “Con un solo atto il commissario liquidatore ha licenziato 3 dipendenti a tempo indeterminato assunti da 6 anni, ed ha interrotto un servizio pubblico – continua Tempesta – non tenendo minimamente in considerazione il disagio sociale generato a tutti gli utenti i quali si sono ritrovati nel giro di tre giorni senza i punti di riferimento e quel minimo sostegno che lo stato italiano aveva messo loro a disposizione. Ora manca solo la beffa di vedere il servizio esternalizzato a qualche cooperativa sociale con aggravio dei costi a carico dei contribuenti”. Comunque sia i tre lavoratori si preparano alla lotta e la  Segreteria Territoriale UIL sta valutando l’opportunità di effettuare una denuncia per interruzione di servizio pubblico ed in caso di esternalizzazione dopo aver verificato i costi una segnalazione alla Corte dei Conti.