Sanità, la Regione dimezza il budget per le prestazioni alla provincia dell’Aquila


Ospedale San Salvatore

L’Aquila Cenerentola nella ripartizione dei budget per le erogazioni delle prestazioni sanitarie in regime residenziale, riabilitativo e psicoriabilitativo.

La denuncia arriva oggi  dalle segreterie territoriali Uil e Cigl sanità che, dopo aver esaminato i dati derivanti dalla ripartizione delle somme attribuite alle varie province abruzzesi, mettono in risalto l’esistenza di una sperequazione a svantaggio della provincia aquilana, la quale risulta essere l’unica penalizzata, a vantaggio essenzialmente delle provincie di Teramo e Chieti. L’Aquila, infatti, avrebbe un budget di oltre la metà rispetto a quanto prevede la legge che stabilisce un fabbisogno pro – capite annuo pari a 45 euro. Questo, comunque  il calcolo del valore medio annuo pro-capite per cittadino residente secondo i dati dei sindacati: provincia di L’Aquila, residenti 309.820: budget attribuito 6.520.562  valore medio annuo pro-capite attribuito 21 euro; provincia di Chieti, residenti 397.123: budget attribuito 21.626.562 valore medio annuo pro-capite attribuito 54  euro; provincia di Pescara, residenti 323.184: budget attribuito 14.711.032 valore medio annuo pro-capite attribuito 46 euro; provincia di Teramo, 312.239: budget attribuito 17.574.121032 valore medio annuo pro-capite attribuito 56 euro.

“Analizzando i dati complessivi della Regione Abruzzo – sottolineano i segretari territoriali Tempesta e Marrelli – residenti 1.342.366, budget attribuito 60.432.276 valore medio annuo pro-capite attribuito 45 euro, possiamo tranquillamente affermare che il parametro previsto è stato rispettato applicando la classica statistica del pollo, per la quale, se due persone hanno un pollo e lo mangia una persona soltanto, statisticamente hanno mangiato mezzo pollo a testa. Viceversa, purtroppo, la ripartizione del budget ex Dca 49/2016 palesa una evidente sperequazione, attribuendo di fatto al posto letto della provincia aquilana un valore che è più che dimezzato rispetto al totale regionale”.

Dunque, per il cittadino residente nella provincia dell’Aquila, sono sufficienti 21 euro, mentre per il cittadino di Teramo ne occorrono ben 56 euro, anche se studi epidemiologici evidenziano come la composizione della popolazione per sesso, età ed incidenza di determinate patologie sia sostanzialmente identica tra le 4 province “… appare, quindi, ingiustificata ed irrazionale la ripartizione effettuata dalla Regione Abruzzo – conclude la nota dei sindacati –  Ulteriore conferma che il budget attribuito alla provincia dell’Aquila non corrisponde al fabbisogno effettivo della popolazione arriva dai dati della Asl, la quale è costretta a subire un saldo di mobilità  passiva per prestazioni riabilitative che si avvicina a 3 milioni di euro, gravando drasticamente sul bilancio. Il cittadino aquilano,  non trovando risposta sul territorio, è costretto a curarsi fuori dalla provincia con notevoli sacrifici personali e famigliari.”