Storie dal cratere, Liliana Biasini: “La mia attività adesso non potrebbe vivere in centro storico”


Liliana Biasini

“La mia attività in centro? No, non credo la riporterò in centro storico. D’altronde in sette anni sono cambiate tante cose e prima di tornare ad una situazione normale lì ci vorranno ancora parecchi anni”.

Liliana Biasini è estetista da trentotto anni e ha sempre, o quasi, lavorato in centro storico all’Aquila, il suo studio era situato in via del Carmine, una traversa del corso stretto. “Quel locale l’ho comprato accollandomi tanti anni di mutuo – aggiunge – proprio perché i miei progetti di futuro erano concentrati tutti lì, ora tra un anno me lo riconsegneranno ricostruito, ma io non posso riportarci il centro estetico. La mia è un’attività che si basa soprattutto sulla fidelizzazione dei clienti, non funzionerebbe nella situazione attuale del centro storico, poi dopo essermi risistemata in questa casetta antisismica fuori dal cuore della città, subito dopo il sisma, ho dovuto ricominciare da capo. Tante clienti mi hanno seguita ma tantissime altre, le donne che vivevano e lavoravano in centro e che magari non guidano non possono raggiungermi dove sono ora, quindi ho dovuto rifarmi una clientela. Senza contare che in questo momento nella zona dove si trova il mio studio sono tutti cantieri, quindi rumori, polvere, nessun parcheggio per un’attività come la mia quanto di più negativo. E poi, voglio dirlo chiaramente, alla mia età non ce la farei  a ricominciare un’altra volta da capo”.

Liliana Biasini
Liliana Biasini

La storia di Liliana è, al contrario di tante altre, una di quelle che il sisma del 2009 ha cambiato per sempre. Dopo il 6 aprile ha deciso di costruire a proprie spese una casetta in legno nella periferia est della città e lì ha ricominciato “con pochissimo o quasi nessun aiuto” ci tiene a ribadire. A sette anni di distanza ora la sua attività si è incanalata su un normale percorso fatto di alti e bassi e di momenti migliori ed altri più bui, ma il futuro ormai per i pochi anni che la separano dalla pensione sarà così “Come ha deciso il terremoto”. E nel locale del centro storico? Mi inventerò qualche altra cosa, risponde Liliana e si riaccende nei suoi occhi la luce di chi non molla mai…neanche quando la natura, il destino, il fato o chissà chi altro ancora ti costringe in ginocchio e non puoi fare altro che rialzarti. “Anche questo doversi rimboccare le maniche a tutti i costi è sempre più faticoso – incalza Liliana – perché oltre a tutto quello che è accaduto in questa città, attività come la nostra devono combattere anche fenomeni deprecabili come quello dell’abusivismo che ci toglie un buon 30 % di fatturato”.

Un fenomeno, si badi bene, che riguarda tutta l’Italia, ma che all’Aquila stante politiche regionali di formazione che spesso non hanno tenuto conto di molti parametri come la densità di popolazione o il numero di professionisti già formati, stante la situazione di scollamento e smembramento del tessuto sociale  che spesso rende difficile muoversi da una località all’altra, è diventato una vera e propria piaga che bisogna combattere. “Su questo punto non bisogna mollare – conclude Liliana – con le associazioni di categoria abbiamo messo a punto campagne di informazione ed abbiamo chiesto aiuto al Prefetto attraverso una denuncia circostanziata, ma le forze dell’ordine e la Finanza in particolare devono trovare il modo per stanare queste persone che, non pagando le tasse, danneggiano la mia categoria e il paese intero”.

Liliana Biasini è una di quelle aquilane che non si arrendono, che guardano in faccia le difficoltà e le superano anche se questo significa modificare progetti di vita cullati per tanti anni e portati avanti con tanti sacrifici.