Protezione civile, arriva il piano per il Comune di Chieti


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di ARIANNA IANNOTTI

Il Comune di Chieti si è finalmente dotato di un piano di protezione civile.

Meglio tardi che mai… Il terremoto del 24 agosto aveva riproposto il tema, scoprendo l’amministrazione comunale impreparata dal punto di vista del Piano che ha la funzione di indicare ai cittadini le zone sicure dove radunarsi in caso di calamità naturale. A fine settembre l’amministrazione si è dunque messa in regola, pubblicando l’elenco delle aree di interesse di protezione civile. Il Piano può essere consultato cliccando su “Protezione civile” direttamente sulla home page del sito web istituzionale. Il Piano si suddivide in tre parti. La prima riguarda le aree di attesa della popolazione. Sono 35, suddivise in parti più o meno uguali tra il colle e lo scalo mentre alcune si trovano nelle contrade più periferiche. Ciò che è importante è che ognuno, guardando l’elenco, potrà trovare la zona più vicina alla propria abitazione: un posto sicuro, non soggetto a rischi ambientali, dove andare in caso di bisogno per poter trovare aiuto e ricevere informazioni sul da farsi.

La seconda parte è quella destinata ad accogliere il lavoro dei soccorritori, vale a dire le aree di ammassamento soccorritori e risorse che sono quattro. Peccato che insieme al centro sociale di via Amiterno e al Palatricalle ci sia una non ben identificata casa dello studente in via Unità d’Italia e il Centro sportivo San Martino, che verte in condizioni di abbandono a dir poco disastrose.

Infine c’è l’indicazione delle aree di accoglienza della popolazione, destinate ad ospitare gli insediamenti abitativi provvisori. Sono sette: il Villaggio del Mediterraneo, il campus universitario, il campo sportivo del Ciapi (che però risulta chiuso da tempo e in preda all’incuria), il Centro sportivo Peep del Tricalle, il Centro sportivo Peep di Madonna del Freddo, l’area ex salumificio a Filippone e lo stadio di Santa Filomena.