A Pescara si adottano parchi


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E’ stata ufficializzata la pratica di adottare i parchi. L’assessore al Verde Laura Di Pietro: “Invitiamo la città a farsi avanti, è una collaborazione necessaria e preziosa per rendere più sicure e belle le aree verdi della città.

Stamane è stata ufficializzata l’adozione del Parco Calipari di via Fonte Romana affidato ai volontari dell’associazione di Protezione Civile Val Pescara. Un’occasione per fare il punto su tutte le altre adozioni già attivate e per invitare la città ad avvicinarsi di più a questo importante strumento di partecipazione attiva alla vita amministrativa e alla tutela del verde della città. Alla conferenza erano presenti il sindaco Marco Alessandrini, l’assessore al Verde Laura Di Pietro, il presidente del Consiglio Antonio Blasioli, i volontari della Protezione civile Val Pescara con il presidente Antonio Romano.

“La pratica dell’adozione dei parchi si sta diffondendo sempre di più anche a livello nazionale – esordisce l’assessore Laura Di Pietro – A Pescara la mettiamo in atto da molto tempo e oggi vogliamo rilanciare con la simbolica “consegna” del Parco Calipari di via Caduti di Nassirya e via Rigopiano alla Protezione Civile Valpescara, disponibile ad occuparsene e che ringraziamo per tutte le attività andrà ad animare dentro questa importante area verde. Il Comune affida loro e ai soggetti interessati (cittadini, associazioni in primis) l’apertura e la chiusura al pubblico del parco, sollevando così l’Ente da spese rilevanti che dovrebbe sostenere solo per questa operazione, su tutti i parchi e aree verdi costerebbe poco meno di 100.000 euro e che purtroppo non possiamo assolvere con risorse umane comunali. Al momento 17 dei nostri 50 parchi sono adottati; mentre 3 su 14 sono le aree di sgambettamento affidate ad associazioni e cittadini; infine sono in totale 54 le aree verdi adottate (fra aiuole, terreni e piccoli appezzamenti) che sono oggi nelle mani di cittadini, associazioni e anche commercianti che le curano e che stiamo cercando di agevolare perché lo facciano in sintonia con il luogo dove si trovano. Presto lanceremo una campagna anche sui questo.

Vogliamo rilanciare l’appello perché l’adozione fa bene ai parchi e alla comunità: non costa niente, il modulo si scarica dal sito del Comune, si riporta compilato all’Ufficio Verde e l’adozione avviene. Nel caso non possa più, si avvisa senza impegno aggiuntivo. In ogni caso il parco resta pubblico, chi lo adotta potrà animarlo e farvi attività, assicurando controlli e animazione.

Questa adozione è fatta, ce ne sono altre in corso: ringrazio infatti i residenti di via Regina Elena e via Regina Margherita che si stanno costituendo un’associazione di cui si è fatta capofila Cristina Zecca per adottare l’area di sgambettamento del Florida e che con una piccola autotassazione si è fatta carico dei lavori di rifacimento del manto erboso, mentre il Comune ha provveduto alla pulizia e a sfoltire e abbassare le siepi perché l’area sia più controllabile e sicura”.

“Abbiamo pensato di adottare il parco, portando a conoscenza dei cittadini sia le buone pratiche di adozione che la nostra attività – così Antonio Romano, presidente dell’associazione di Protezione Civile Valpescara – Così promuoveremo pratiche di diverso genere, specie quelle inerenti l’emergenza, perché siano utili alla cittadinanza. Dentro il parco faremo delle esercitazioni, da quella per il terremoto alle alluvioni, per mostrare a tutti il nostro lavoro e che fare di fronte a una calamità. Stiamo anche portando avanti un progetto “Abili a proteggere” per inserire nella Protezione civile anche persone diversamente abili: dentro il parco faremo esercitazioni e iniziative di coinvolgimento con loro, grazie al progetto che inizia con l’Istituto don Orione”.

“E’ un momento importante per dire alla città che si può fare qualcosa senza lamentarsi, affidando consigli e mugugni a una tastiera – aggiunge il presidente del Consiglio Comunale Antonio Blasioli – L’associazione Valpescara è abituata a lavorare senza chiedere ringraziamenti pubblici, sappiamo già quanto fanno per la città e anche in momenti di estrema urgenza come per il recente terremoto. Oggi fanno qualcosa di bello in un momento in cui l’Amministrazione non riesce ad arrivare ovunque. La richiesta di apertura e chiusura dei parchi è una cosa molto sentita, perché rende più percepita la sensazione di sicurezza, specie di notte. Varie sono le segnalazioni di atti vandalici ai danni dei nostri parchi che avvengono di notte. È un modo per tutelare il nostro patrimonio. Da mesi siamo al lavoro perché l’adozione sia sempre più praticata e sta funzionando, rispondono associazioni, ma anche privati cittadini ed è un buon segnale. Abbiamo adottato a un cittadino il parco di via Nazionale, così in via Nenni e Aldo Moro, un terreno per un orto urbano all’Istituto De Cecco. Noi abbiamo bisogno di cittadini e associazioni partecipi: si può fare qualcosa per la propria città, anche aprendo e chiudendo un parco. Non ci sono spese per chi lo fa, né penali in caso si tiri indietro, ma è un esercizio prezioso per tutti, perché significa dare vita ai parchi della nostra città che appartengono a tutti”.

Noi abbiamo bisogno come l’aria di cittadini che abbandonino l’indifferenza e si sentano parte della comunità – conclude il sindaco Marco Alessandrini – Questo perché abbiamo bisogno di favorire il più possibile la cura della nostra città. Chi si occupa per missione associativa degli altri, fa un ulteriore gesto di cura e attenzione e l’Amministrazione è grata e riconoscente. Vogliamo favorire nei modi possibili chi lo fa perché emerga questa riconoscenza e l’importanza di questo gesto semplice e collettivo di presa in carico e tutela del bene comune”.