Bonifica del Tronto, ancora controlli antiprostituzione


Racket prostituzione

Ancora al centro del mirino della Questura i territori comunali attraversati dalla Bonifica del Tronto nell’ambito dell’attività di contrasto dell’immigrazione clandestina e del favoreggiamento della prostituzione.

Un altro controllo nel fine settimana con operatori dell’ufficio Prevenzione generale e Soccorso pubblico,  Squadra Mobile e Sezione di Polizia Stradale diretti dal commissario capo D’Anastasio. Sono 25 le persone bloccate e controllate, tra cui 13 prostitute. Una di esse, di nazionalità ecuadoriana, già destinataria di foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nei comuni che si affacciano sulla Bonifica del Tronto, è stata denunciata per inosservanza del citato provvedimento, multata ai sensi delle ordinanze sindacali vigenti ed allontanata dalla provincia di Teramo verso quella marchigiana, da cui la stessa proveniva.

Controlli antiprostituzione
Controlli antiprostituzione

Foglio di via obbligatorio dai comuni di Ancarano, Colonnella, Controguerra,
S. Egidio e Martinsicuro per le altre 12 prostitute. Fermato e controllato anche un transessuale brasiliano, già destinatario di ben tre provvedimenti di espulsione. Condotto in Questura, nei confronti dello stesso sarà adottato un nuovo provvedimento, nell’attesa che sia definita la procedura di asilo politico dallo stesso recentemente richiesto. Sono invece 3 i clienti sorpresi nelle trattative per prestazioni sessuali contravvenzionati ai sensi delle sopra citate ordinanze sindacali.

L’attività di controllo, che ha visto impegnate 6 autopattuglie della Polizia di Stato, ha consentito anche di individuare nella zona industriale del comune di Colonnella ­ un’attività di demolizione non autorizzata con relativa discarica abusiva, gestita da cittadini extracomunitari di nazionalità nigeriana: gli stessi sono stati notati mentre erano intenti a smontare pezzi di autovetture e biciclette. Sebbene risultati con permesso di soggiorno, sono ora al vaglio dell’attività della Polizia Stradale che ha proceduto al sequestro dell’area, al fine di verificare la provenienza lecita delle parti di veicoli e di biciclette rinvenuti sul luogo. Oggetto di attenzione giudiziaria è per primo il proprietario dell’area: anch’egli nigeriano, residente a S. Egidio alla Vibrata,  riveste per il gruppo dei 5 connazionali identificati, anche un punto di riferimento religioso, come dagli stessi riferito ai poliziotti.