Trema la terra in Valnerina e all’Aquila torna la paura, scuole chiuse e notte fuori casa


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La terra continua a tremare in centro Italia e L’Aquila continua a rivivere il dramma del 6 aprile 2009.

Le significative scosse di terremoto che da ieri sera stanno interessando la Valnerina a pochi chilometri dall’Abruzzo, hanno fatto tornare la paura anche tra gli abitanti di zone che sette anni fa hanno vissuto le scene che stanno riguardando i territori limitrofi ai nostri. Per questo oggi scuole chiuse in tutta la regione per effettuare ulteriori verifiche, dopo quelle già fatte all’indomani del sisma del 24 agosto scorso, soprattutto negli edifici in cemento armato. Così la scorsa notte è passata anche per gli aquilani come l’ennesimo incubo, in molti hanno scelto di dormire fuori casa, in macchina o nelle aree attrezzate. Tutti di nuovo fuori, tutti di nuovo con la paura negli occhi e con la consapevolezza che questa paura non ci abbandonerà mai più. E con la sensazione nettissima che ad ogni movimento della terra già sai cosa potrebbe accadere, quanto dolore senso di perdita ed incertezze possono provocare pochi secondi. Così oggi di nuovo tutti a parlare di terremoto a scrivere sui social quello che si è rivissuto, a polemizzare sulla fragilità del tessuto urbano di questa Italia che non impara mai dai propri errori, figuriamoci dalla storia.

Ora si attende anche qui all’Aquila di capire se il centro storico che faticosamente e disperatamente cerca di rinascere avrà subito ulteriori danni, se quei pochi aquilani che sono tornati a viverci dovranno adeguarsi a qualche ulteriore cambiamento come strade chiuse e nuovi transennamenti. Per il resto bisogna guardare avanti e spesso affidarsi al destino. Accada quel che deve accadere, in fondo questo lo pensiamo in molti, tanto è inutile continuare a dire che in queste terre, le più sismiche d’Italia, bisogna imparare a convivere con il terremoto; questo non accadrà mai perché, credete, fa troppa paura. Non si riuscirà mai a convivere con un fenomeno tanto imprevedibile, bisogna solo conoscerlo meglio e sapere cosa fare per prevenire i danni. Concetti che si ripetono in continuazione, qui ormai da sette lunghi anni, ma che lasciano il tempo che trovano se poi all’atto pratico si fa molto poco tanto che, dopo l’ennesima scossa, si scopre che nelle scuole e negli uffici di un territorio che ha pagato all’inefficienza e all’impreparazione con 309 morti, si fanno pochissime esercitazioni antisismiche o di evacuazione, se molte, troppe inchieste sulla ricostruzione rendono palese che la corruzione e il profitto vengono prima di tutto….Beh allora non credo si riuscirà mai a convivere con il terremoto.