L’Aquila, flash mob per salvare la Chiesa di Santa Croce che rischia di scomparire con il sisma


la chiesa di Santa Croce

Continuano le scosse nel territorio della Valnerina e si aggravano i danni da terremoto anche all’Aquila: un flash mob per salvare la Chiesa di Santa Croce.

Alcuni monumenti della città non ancora oggetto di restauro sono stati ulteriormente danneggiati dalla scossa del 30 ottobre scorso. Uno di questi è la Chiesa settecentesca di Santa Croce nell’omonimo quartiere a ridosso di via XX Settembre, gravemente danneggiata dal sisma del 6 aprile 2009 ora rischia di crollare completamente per effetto degli ultimi avvenimenti tellurici.

Per richiamare l’attenzione su questa situazione l’edifico sacro stamane è stato cinto dal tricolore del gruppo di azione civica Jemo ‘nnanzi. Un “flash mob”, quello degli attivisti del gruppo, per sensibilizzare autorità, enti preposti e opinione pubblica sulla necessità di salvaguardare la chiesa pesantemente danneggiata dalla scossa di domenica scorsa, 30 ottobre.

Chiesa di Santa Croce
Chiesa di Santa Croce

La chiesa si trova nelle vicinanze del sito di Porta Barete, è priva di messa in sicurezza, non essendo mai stata messa in sicurezza, e interessata anche da vicini cantieri di riparazione di edifici privati. A lanciare l’allarme era stato alcuni giorni un cittadino, Matteo Matteucci Cortelli, sulla pagina Facebook del Gruppo Jemo ‘nnanzi. I danni provocati dal sisma alla chiesa semiabbandonata sembrano molto gravi e, per giunta, l’immobile si trova accanto al tunnel che, pur essendo in teoria non riaperto poiché l’area è tutta un cantiere, continua a essere un importante passaggio dal centro storico a via XX settembre.

“Oltretutto la chiesa, all’interno- ha detto Cesare Ianni, portavoce del gruppo Jemo ‘nnanzi- è uno dei più bei esempi di barocco in città. Va salvaguardata assolutamente. Perciò l’abbiamo idealmente avvolta con il nostro tricolore lungo 25 metri, simbolo della rinascita del post sisma aquilano”.