A Pescara tre giorni di eventi contro la violenza sulle donne


A Pescara tre giorni di eventi contro la violenza sulle donne

A Pescara una tre giorni di eventi contro la violenza sulle donne organizzati dalla presidenza del Consiglio comunale.

In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, da oggi, venerdi 25 novembre si susseguiranno tre giorni di eventi a ingresso libero, presso la Sala d’Annunzio dell’Aurum di Pescara, allo scopo di promuovere una più ampia consapevolezza sul tema, essendo, gli interventi di carattere informativo  e culturale, fondamentali per riconoscere e scardinare gli stereotipi socio-culturali che la alimentano. La giornata del 25 novembre è stata istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU già nel 1999, per porre l’attenzione dell’opinione pubblica sulla violenza di genere. Fenomeno, purtroppo, tuttora molto diffuso.

La tre giorni e’ stata presentata in conferenza stampa dal presidente del Consiglio Comunale Antonio Blasioli insieme alla Presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Pescara Tiziana Di Giampietro, alla Vicepresidente del Consiglio Comunale Lola Gabriella Berardi. Presenti anche Arpalice Gabriele e Tamara Paparella, professioniste del sociale che hanno ideato e coordinato le iniziative, Francesca Fadda dell’Associazione Ananke Onlus, Emanuela Carlitti per l’Associazione Aspic Counseling&Cultura di Pescara e Irene Cocchini per l’Associazione Culturale e Teatrale Compagnia dell’Orfeo Folle di Penne.

Così il presidente del Consiglio Antonio Blasioli: “Questa giornata ha un obiettivo difficile ma necessario da perseguire: l’eliminazione della violenza contro le donne. Dal 25 al 28 novembre, le iniziative in calendario intendono coinvolgere,  riflettere e far riflettere sul tema. Da tre anni la Presidenza del Consiglio si adopera per sensibilizzare e responsabilizzare la cittadinanza sulla violenza contro le donne, proponendo eventi di impatto. Abbiamo cominciato nel 2014 con il Consiglio comunale aperto con la presentazione dei dati sulla violenza raccolti dal centro antiviolenza Ananke e abbiamo proseguito lo scorso anno con l’apposizione di una targa in Sala Consiliare”

“Quest’anno – continua Blasioli – portiamo avanti un’iniziativa  articolata in tre giorni, proposta da Arpalice Gabriele e Tamara Paparella, due operatrici del sociale, che hanno idee e sono abituate a realizzarle. Ringrazio anche l’associazione Ananke Onlus, che si occupa di violenza contro le donne, per il suo impegno quotidiano; l’Aspic, un’associazione di promozione del benessere della persona e della comunità, e l’associazione dell’Orfeo Folle di Penne per il lavoro teatrale”.

“La tre giorni prende il via con l’inaugurazione della mostra “Non chiamatelo raptus” dell’illustratrice Stefania Spanò. La mostra è un viaggio di conoscenza, attraverso il personaggio di Anarkikka, degli stereotipi che generano il fenomeno della violenza contro le donne – spiega Arpalice Gabriele  – A seguire, la tavola rotonda “Non chiamatelo raptus. Raccontare la violenza contro le donne oltre gli stereotipi”. Il 26 novembre, alle  ore 21, si terrà lo spettacolo teatrale “Ni Una Mas – Non Una di Più” della compagnia dell’Orfeo Folle di Penne, tratto dal testo “Ferito a Morte” della Dandini. Domenica 27 alle ore 15 sarà il momento del  gruppo incontro sulla dipendenza affettiva, dal titolo “Sarà amore”, a cura della dott.ssa Carlitti. Ringrazio tutte le associazioni che ci hanno supportato, perché ci aiuteranno a dare sull’argomento una visione ampia, varia e viva”.

“La tavola rotonda del 25 pomeriggio l’abbiamo organizzata sul tema difficile della comunicazione della violenza di genere, un argomento che ci preme molto – aggiunge Francesca Fadda di Ananke – Spesso ci chiediamo  come debbano essere raccontate le storie di violenza, superando gli stereotipi nel linguaggio. La tavola rotonda sarà un confronto su linguaggio e comunicazione attraverso i media per riflettere insieme sul loro utilizzo non sessista e non vittimizzante”.

” Ni una mas – Non Una in Più è il titolo dello spettacolo teatrale che prende spunto dallo slogan coniato da un’attivista messicana, Susanna Chavez, uccisa nel 2011 – spiega Irene Cocchini, della compagnia dell’Orfeo Folle di Penne. Lo spettacolo, tratto da “Ferite a morte” di Serena Dandini vuole dare voce alle donne uccise da mano maschile e  che in vita non l’hanno avuta. Lo spettacolo si compone di monologhi. La parola di queste donne è la vera protagonista: in scena 10 attrici con altrettanti monologhi. La rappresentazione prevede anche video realizzati da Gianluigi Antonelli”.

“L’obiettivo dell’associazione Aspic è promuovere il benessere della persona e della comunità – aggiunge la psicoterapeuta Emanuela Carlitti psicoterapeuta –  Dal 2011 è stato creato un gruppo di auto-mutuo aiuto sulla dipendenza affettiva. Dopo un primo colloquio di orientamento, la donna con dipendenza affettiva viene accolta nel gruppo di sostegno fra pari, che vivono e condividono la stessa problematica. Con l’aiuto del gruppo e dell’helper la donna riesce a mettere a fuoco le risorse personali per rimettere al centro la propria esistenza se stessa”.

“Iniziative interessanti anche per il crescendo in cui si succedono – così Tiziana Di Giampietro, presidente Cpo – Combattiamo ancora contro una percentuale alta di violenza contro le donne, anche se molte non emergono per paura di perdere la persona da cui, in modo anche malato, si dipende. Problemi che nascono da lontano, di donne che hanno bisogno di essere amate da qualcuno e vivono il proprio dramma in solitudine. Un appoggio umano è importante. Le violenze ci sono sempre state: dai dati non c’è differenza fra paesi poveri e industrializzati, è una malattia dell’umanità e va affrontata a 360 gradi. Tante le iniziative che si concentrano e fanno riflettere, grido di aiuto su un problema reale anche per minori e anziani. Il 16 dicembre faremo come Cpo un augurio di pace e non di violenza attraverso il messaggio della poesia dedicato ai ragazzi delle scuole, perché trovino nella poesia le parole giuste per parlare al prossimo”.

“Non posso che congratularmi con queste belle e numerose iniziative che noi cerchiamo di promuovere e stimolare con la speranza che un sistema culturale cambi – conclude Lola Gabriella Berardi – Dobbiamo cominciare dalla tenera età a far capire questo messaggio sulla necessità di combattere la violenza e sul fatto che non vada confusa con l’amore. La violenza è un oltraggio alla persona, ci vuole grande forza e coraggio da parte di chi subisce. Grazie alle associazioni che operano in questo settore riusciamo a organizzare eventi che fanno riflettere e ottenere questo risultato”.

PROGRAMMA

Venerdì 25 novembre, ore 17.30

Inaugurazione della Mostra “NON CHIAMATELO RAPTUS”, con le illustrazioni di Stefania Spanò, in arte Anarkikka; l’esposizione sarà visitabile negli orari di apertura della struttura, fino al 28 Novembre.

La violenza maschile nei confronti delle donne è ancora oggi un fenomeno ancora sottostimato e che non conosce soluzioni di continuità, alimentato da una diffusa cultura patriarcale, che rende ancora forte la disparità di opportunità e diritti tra donne e uomini e si nutre di tanti stereotipi di genere.

La Mostra “Non chiamatelo raptus” raccoglie le illustrazioni realizzate da Stefania Spanò, illustratrice, vignettista, esperta di comunicazione, che ha da tempo intrapreso un percorso di denuncia sociale.

Con il personaggio di Anarkikka, una ragazza dai folti capelli neri e dal ciuffo ribelle, racconta con una immediatezza mai superficiale il tema della violenza maschile nei confronti delle donne, permettendo di ri-conoscere e, quindi, scardinare gli stereotipi più diffusi che la sostengono.

Venerdì 25 novembre, ore 18.00/20.00

Tavola Rotonda “Non chiamatelo raptus. Raccontare la violenza contro le donne oltre gli stereotipi”, promossa dall”Associazione Ananke Onlus

La tavola rotonda intende promuovere una riflessione sull’ uso di una comunicazione non sessista e non vittimizzante, nella convinzione che il linguaggio possa veicolare e tradurre il necessario cambiamento culturale per contrastare il fenomeno della violenza contro le donne.

Alla tavola rotonda parteciperanno, oltre al Centro antiviolenza Ananke, Wilma Plevano – già prof.ssa presso il Liceo Statale “G. Marconi” di Pescara, Maria Rosaria La Morgia – Giornalista Rai –  e Gilda D’Ignazio della Redazione de “Il Centro”. Modera: Antonio Blasioli, Presidente del Consiglio Comunale di Pescara

Sabato 26 novembre, ore 21

Introduce Tiziana Di Giampietro, Presidente della Commissione Pari Opportunità, Comune di Pescara

Compagnia Teatrale dell’Orfeo Folle -“NI UNA MÁS”, Spettacolo tratto dal testo “Ferite a Morte” di Serena Dandini. Adattamento e regia di Irene Cocchini

Slogan coniato da Susana Chávez – nella provincia di Juárez, in Messico – come richiamo alle onde di rapimenti e violenze contro le donne con il tacito accordo di polizia e istituzioni, “NI UNA MÁS” diventa, attraverso il ritmo dell’ omonimo spettacolo diretto da Irene Cocchini (in collaborazione con l’Associazione Culturale e Teatrale Compagnia dell’Orfeo Folle di Penne), un urlo potente che parla del “femminicidio”. I testi attingono alla cronaca e alle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”. Dieci donne, dieci voci spezzate da mani pavide e violente che insanguinano quotidianamente la bellezza, la forza e la fertilità del mondo.

Domenica 27 novembre, ore 15/16.30

Gruppo incontro sulla Dipendenza Affettiva “SARÀ AMORE?”

Emanuela Carlitti, Psicoterapeuta, Gruppo Ama sulla dipendenza affettiva- ASPIC Pescara.

Il gruppo incontro “SARÀ AMORE?” vuole essere un’occasione per condividere insieme – partendo da immagini, riflessioni sull’amore – l’amore per sé, l’amore per l’altro e soprattutto l’amore sognato e quanto siamo soliti vivere una relazione con gli occhi del vero amore o dell’amore desiderato.