“Ernesto Ceresini”, il museo del Parma Calcio


Museo Ernesto Ceresini

All’interno dello stadio “Ennio Tardini di Parma”, si trova il museo “Ernesto Ceresini”, sorto per volontà del Parma Calcio 1913. Il museo dedicato alla squadra parmense è un lungo viaggio nella leggenda sportiva, dal 1913, anno della fondazione della prima società, ad oggi.

Dagli anni ‘eroici’ (come vengono definiti quelli dal 1913 al 1969) all’attuale risalita verso la A. E in questi due estremi temporali si condensa il significato del museo: un luogo che vuole al contempo celebrare la storia di uno dei club più prestigiosi del calcio italiano e lanciare un segnale di rinascita e speranza. Il museo, è ubicato all’interno dello Stadio E.Tardini, è costituito da una serie di materiali raccolti fra collezionisti e appassionati. Tali materiali testimoniano i momenti più salienti della storia del Parma Calcio. Si tratta, prevalentemente, di maglie, palloni, scarpe, gagliardetti, biglietti, tessere, riviste, ecc.

Entrando nel museo a destra si nota la figura di Ernesto Ceresini, a sinistra Bruno Mora; da un lato il presidente più longevo della storia del Parma Calcio, dall’altro il primo calciatore del Parma che arrivò in Nazionale. Queste due figure aprono le porte del museo, un percorso suddiviso in sei diverse zone, corrispondenti ad altrettanti fasi di storia della società gialloblù.  Gli anni dalla fondazione al 1969 sono definiti dal pannello che li ripercorre come ‘eroici’: sono quelli delle guerre, di fallimenti e società che si succedono, di un calcio lontanissimo da quello di oggi. Ma negli anni ’70 la musica cambia e inizia la rincorsa alla A, conquistata nel 1990. Sulla panchina del Tardini siederanno in questi anni giovani e promettenti tecnici come Arrigo Sacchi, il boemo Zeman e il condottiero della promozione in A Nevio Scala. Passo dopo passo giungiamo agli ‘anni dei trionfi’ che, dal 1990 al 2004, portano nella bacheca crociata ben otto trofei italiani e internazionali. Basta voltarsi un attimo per ammirarli, uno accanto all’altro, e rimanerne incantati.  Dalla Coppa delle Coppe vinta a Wembley nel ’92, alla prima Coppa Uefa del ’95, fino all’ultimo titolo, la Coppa Italia datata 2002. In queste stagioni vestono la maglia crociata grandi campioni come Zola, Asprilla, Thuram e CannavaroE ancora Veron, Almeyda, Chiesa, Crespo, Boghossian.

La stagione ’95 vede anche l’esordio in A con i gialloblu di un giovanissimo Gianluigi Buffonallora appena diciassettenne. Lungo il corridoio che conduce alla bacheca dei trofei sono esposte le maglie originali delle otto finali vinte. Nella teca centrale si trova invece quella indossata dall’attuale capitano Lucarelli alla sua presenza numero 300 con il club. Il decennio 2004-2015 fu caratterizzato dal crack Parmalat, da una retrocessione in B e dall’incapacità di ritornare a imporsi ai vertici. Fino al fallimento, o meglio alla rinascita di due anni fa. L’ultimo spazio è lasciato a disposizione per un temporary museum, che vedrà avvicendarsi nel tempo diversi allestimenti. il primo di questi, in continuità con l’idea di rilancio sportivo propria del museo, ripercorre la vittoria della Serie D, ottenuta due anni fa. Lungo la sala sono disposti due totem touch screen, uno dedicato ai calciatori più rappresentativi del Parma, l’altro alle maglie.

I tifosi possono rileggere le gesta di Benarrivo, Melli, Crespo o tuffarsi in una carrellata delle storiche divise del club. Perché ogni maglia, anche quella meno conosciuta, è la testimonianza di un’epoca, di un episodio, di un campione. Così la divisa rossa della stagione ’87′-’88  ricorda la storica amichevole tra il Parma e il Real Madrid  della stella Butragueno, organizzata grazie alla Parmalat, allora sponsor di entrambi i club. Il 2-1 per i padroni di casa (goal di Gambaro e Turrini) fu un  piccolo ‘miracolo’ sportivo, segnale evidente di un Parma lanciato verso il calcio che conta; il viaggio nel museo termina fino ad arrivare al Parma di oggi e del futuro.

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