L’Italia resta fuori dal Mondiale, Azzurri in lacrime dopo lo 0-0 con la Svezia


La formazione italiana

Non bastano la spinta degli oltre 70mila tifosi del ‘Meazza’ e una partita dominata per 95 minuti dall’Italia, che non riesce a scardinare il muro eretto dalla Svezia e fallisce la qualificazione al Mondiale.

A Milano il ritorno dei play off finisce 0-0 e decide quindi il successo di misura degli svedesi nella sfortunata serata di Solna. Resta il grande rammarico per un match di ritorno dominato in lungo e largo, con gli Azzurri incapaci di concretizzare le tante palle gol create. Dopo sessant’anni, la Nazionale non riesce a qualificarsi alla Coppa del Mondo e le lacrime degli Azzurri a fine partita fotografano perfettamente il rimpianto di tutta l’Italia del calcio. Piange anche Gigi Buffon, che lascia la maglia azzurra dopo 175 partite vissute da protagonista: il sesto Mondiale resterà un sogno, per lui e per un Paese intero.

In un ‘Meazza’ gremito e colorato con la bandiera tricolore, il Ct conferma il 3-5-2 di Solna, cambiando però tre interpreti rispetto al match di venerdì: a centrocampo, al posto di De Rossi e dello squalificato Verratti, trovano spazio Florenzi e Jorginho, con quest’ultimo al suo esordio nell’era Ventura. Cambia anche la coppia d’attacco ed è Gabbiadini ad affiancare Immobile per un tandem quasi inedito, visto solo in un paio di occasioni in Under 21. Scontato il 4-4-2 svedese, con il Ct Andersson che recupera il terzino destro Lustig, squalificato all’andata, e lancia dal primo minuto in mezzo al campo Johansson, costretto a lasciare però il posto a Svensson dopo appena venti minuti.

Non cambia il copione della sfida, l’Italia cerca di giocare palla a terra mentre la Svezia è tutta schierata a difesa della propria porta e punta a scavalcare il centrocampo con i lanci lunghi all’indirizzo dei due attaccanti Berg e Toivonen, lasciando a Forsberg la possibilità di spaziare liberamente alle loro spalle. Al 6’ Lahoz non punisce con il rigore un contatto in area tra Augustinsson e Parolo tra le proteste dei giocatori in campo e della panchina. Il match è teso e nel giro di un minuto l’arbitro spagnolo ammonisce Chiellini e Johansson, per poi sorvolare su un mani in area di Darmian. E’ l’Italia a fare la partita: al quarto d’ora Jorginho lancia Immobile, che da posizione defilata calcia sull’esterno della rete, mentre sul fronte opposto Buffon blocca a terra una conclusione angolata ma debole di Claesson. Gli Azzurri cercano di sviluppare il gioco sulla fasce e al 27’ su un cross basso di Immobile, lanciato da un ispirato Jorginho, Candreva calcia alto sulla traversa. I 70mila del ‘Meazza’ spingono l’Italia, che in chiusura di tempo sfiora per ben tre volte il vantaggio: prima Immobile su assist del solito Jorginho calcia addosso a Olsen in uscita, poi è Parolo a mancare per una questione di centimetri la deviazione vincente dopo un bello scambio in velocità tra Immobile e Florenzi, con quest’ultimo che un minuto più tardi salta con un tunnel Lustig e impegna a terra Olsen.

Ancora una volta la fortuna non sorride agli Azzurri, che continuano a spingere nella ripresa alla ricerca del gol che rimetterebbe la sfida in equilibrio. L’Italia reclama un altro calcio di rigore per una ginocchiata ai danni di Darmian, ma Lahoz vede prima un fallo di mano del difensore del Manchester United. E’ un monologo Azzurro e con una splendida conclusione in acrobazia Florenzi sfiora il vantaggio. Per l’arrembaggio finale entrano Belotti ed El Shaarawy per Gabbiadini e Darmian, un’ultima mezzora a trazione anteriore obbligata nel tentativo di rimontare. L’ennesima occasione capita ancora sui piedi di Immobile, che calcia a lato, poi un traversone di Florenzi deviato da un difensore va a sbattere sulla parte alta della traversa.

C’è solo una squadra in campo, che gioca con cuore e determinazione come richiesto alla vigilia da Ventura. Ma non basta. Belotti fa 50 metri di corsa per sradicare un pallone dai piedi dell’avversario, un ulteriore segnale che l’Italia c’è e ci crede. Entra anche Bernardeschi, saltano un po‘ tutti gli schemi, ma il pallone proprio non vuole saperne di entrare in porta. L’ultimo acuto e un gran destro al volo di El Shaarawy su cui Olsen si esalta. Con il triplice fischio dell’arbitro arriva il verdetto: la Svezia vola in Russia, l’Italia resta a casa tra mille rimpianti.

La voce dei protagonisti.

“In questo momento posso solo chiedere scusa agli italiani, non per l’impegno e la volontà ma per il risultato, che poi, come so bene, è la cosa principale”. Gian Piero Ventura si presenta così in conferenza stampa, scusandosi anche con i giornalisti per averli fatti aspettare qualche minuto in più: “Ho tardato perché ho voluto salutare i giocatori uno ad uno. Se mi sono dimesso? No, perché non ho nemmeno parlato con il presidente. C’è da valutare un’infinità di cose, parleremo con la federazione, ci confronteremo e affronteremo la situazione”.

Prima di prendere la via degli spogliatoi il Ct ha abbracciato Gigi Buffon, che ha annunciato l’addio alla Nazionale come anche De Rossi e Barzagli: “Il risultato dal punto di vista sportivo è pesantissimo, ero assolutamente convinto che ce la potessimo fare e la partita di stasera ha confermato che c’era una volontà feroce di andare al Mondiale. Sono orgoglioso di aver fatto parte del gruppo azzurro e di aver lavorato con grandi campioni e con altri ragazzi a cui auguro di diventare campioni”.

Non manca un plauso agli oltre 70mila tifosi che hanno provato a trascinare la Nazionale in un ‘Meazza’ gremito: “Stasera ho capito per l’ennesima volta che vuol dire allenare la nazionale, ringrazio il pubblico di San Siro che ci ha aiutato e sostenuto fino all’ultimo minuto”.

Oltre a Gigi Buffon ci sono altri due campioni del Mondo commossi a fine partita, che ripercorrono una carriera ricca di successi e che arriva all’epilogo nel modo più amaro. “Questa per me è una parentesi che finisce – dichiara De Rossi – è un momento nero per il nostro calcio, nerissimo per noi calciatori che abbiamo fatto parte di questo biennio. La Federazione ora ha un compito importantissimo, quello di ripartire da una delusione così cocente. Si deve ripartire dallo spirito che i miei compagni hanno messo in campo oggi. Non meritavamo di uscire per quello che si è visto in questi 180 minuti, ma complimenti a loro”.

Dopo che le sue lacrime in diretta avevano fatto il giro del mondo nell’estate 2016, quando la Nazionale era stata eliminata ai rigori dalla Germania nei quarti di finale dell’Europeo francese, Andrea Barzagli ha di nuovo gli occhi arrossati di chi ha appena smesso di piangere: “Calcisticamente penso che sia la delusione più grande della vita. La nazionale italiana ti dà sensazioni uniche, all’inno ti fa venire i brividi, crea unione tra i tifosi italiani. E’ un peccato finire così. Le lacrime dell’Europeo erano uno sfogo, lasciare così è un colpo duro per la carriera. Con Gigi e Daniele (Buffon e De Rossi, ndr) abbiamo vissuto l’avventura del Mondiale 2006, ma anche con Giorgio (Chiellini, ndr) ne abbiamo passate tante. La speranza ora ci deve essere, si chiude un ciclo di 4-5 veterani e si riapre con giovani che spero abbaino voglia”.

E’ onesta come sempre l’analisi di Giorgio Chiellini, che vicino alla soglia delle 100 presenze in maglia azzurra ancora non ha preso una decisione definitiva sul suo futuro in Nazionale: “Se l’Italia ripartirà da Chiellini non lo so, ricomincerà da tanti ragazzi degli anni Novanta. Alla fine abbiamo meritato di uscire, non sono uno che si attacca alla fortuna e alla sfortuna, abbiamo dato tutto quello che avevamo, ma in questo momento non è bastato. Credo si debba ripartire dall’amore che ci ha dimostrato questa sera Milano e che ci ha dimostrato tutta la nazione. Dopo una caduta del genere ci sarà tanto da lavorare”.

                   

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