Gaetano Miccichè è il nuovo presidente della Lega Serie A


Miccichè e Malagò

Gaetano Miccichè è stato eletto ieri all’unanimità Presidente della Lega Serie A. Con l’acclamazione delle venti Società, Miccichè diventa quindi il secondo Presidente della Confindustria del pallone dalla sua nascita nel 2010, subentrando, nella carica, a Maurizio Beretta.

Tra i due il passaggio non è stato diretto poiché le assise delle Società, a seguito della decadenza degli organi direttivi di Lega a marzo 2017, sono state gestite per un anno da un doppio Commissariamento, prima di Carlo Tavecchio ed attualmente di Giovanni Malagò, che resterà a guidare la Lega Serie A fintanto che la Governance non sarà interamente ricostituita.

Al termine della riunione il Commissario Straordinario Giovanni Malagò ha sintetizzato l’esito del dibattito assembleare: “Oggi erano due i temi fondamentali all’ordine del giorno: il primo riguardava gli aspetti di modifica dello statuto della Lega Serie A per adeguarlo ai principi informatori della Federazione e queste piccole modifiche sono state approvate con 19 voti favorevoli e solo il Napoli contrario; il secondo era relativo alla nomina del Presidente e Gaetano Miccichè è stato proclamato all’unanimità Presidente della Lega Serie A. Oggi è stata una bella giornata, siamo arrivati ad una soluzione formidabile e voglio fare un grande in bocca al lupo a Miccichè, uomo di sport, appassionato e competente”.

Il nuovo Presidente, nella conferenza stampa successiva all’elezione, ha così commentato la sua nuova sfida: “Voglio ringraziare il Presidente Giovanni Malagò per avermi offerto questa opportunità del tutto inaspettata e ringrazio tutti i venti Presidenti delle Società per avermi votato all’unanimità. Sono molto orgogoglioso ed emozionato, ma anche determinato per quello che dovrò fare”.

“Ho sempre considerato lo sport una componente fondamentale della vita – ha proseguito Miccichè – e il calcio in Italia e in Europa è lo sport di riferimento. Personalmente posso portare un contributo di serietà, di capacità di coinvolgere tutti gli attori sociali e posso cercare di fare in modo che il mondo del calcio diventi sempre più una grande realtà in cui si possano perseguire gli interessi di tutti. Gli obiettivi sono, quindi, quantitativi e qualitativi: tutti gli azionisti delle venti Società sono soggetti economici il cui obiettivo è quello di aumentare i ricavi e servirà trovare le soluzioni migliori per sviluppare e valorizzare al meglio il calcio italiano; qualitativi poichè il calcio racchiude tutta la società civile italiana e quello che abbiamo noi è qualcosa di unico, abbiamo grandi squadre che giocano in grandi città, luoghi che il mondo ha interesse a visitare”.

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